Cabinovia in Valbisagno, allo studio un sondaggio sulla percezione di volo
di Claudio Baffico
Prende forma il confronto istituzionale sul futuro della mobilità in Valbisagno. Durante la commissione consiliare a Palazzo Tursi è emersa una nuova ipotesi di lavoro: il Politecnico di Milano, insieme agli esperti di Amt, realizzerà uno studio per analizzare la percezione del volo tra i residenti della vallata, con l’obiettivo di comprendere atteggiamenti, dubbi e grado di accettazione della possibile cabinovia destinata a sostituire lo Skymetro.
La seduta rappresenta il primo vero passaggio pubblico sul progetto, ancora in fase preliminare. I lavori della commissione riprenderanno mercoledì 3 giugno alle 9.00, mentre in seguito potrebbero essere organizzati incontri nei Municipi e un eventuale dibattito pubblico aperto alla cittadinanza.
La sindaca Silvia Salis ha ribadito la necessità di avviare un percorso partecipato: “Non è uno studio schierato a favore di una soluzione, ma un punto di partenza per aprire un confronto con il territorio”.
Secondo la prima cittadina, il lavoro del Politecnico rappresenta l’inizio di un processo molto più ampio, che dovrà necessariamente coinvolgere residenti, istituzioni e tecnici prima di arrivare a eventuali decisioni definitive.
Alla commissione hanno partecipato numerosi rappresentanti dei comitati della Valbisagno, fortemente contrari all’opera e critici nei confronti dell’amministrazione comunale per la mancata consultazione preventiva dei cittadini.
Il professor Pierluigi Coppola, coordinatore dello studio, aveva già incontrato i comitati il 12 maggio e un nuovo confronto è previsto il 27 maggio. Le contestazioni tecniche fanno riferimento soprattutto al contro-studio elaborato dalla Rete genovese.
Anche il comitato Sì Skymetro, rappresentato da Claudio Regazzoni, ha espresso una posizione netta contro la cabinovia: “Questo progetto non risolve l’isolamento della Valbisagno”.
Nel corso della seduta è stato approfondito anche il tema del tram, inclusa l’ipotesi di una corsia sospesa sul torrente Bisagno per garantire un percorso completamente riservato.
Secondo i dati illustrati dal Politecnico, i tempi di percorrenza del tram oscillerebbero tra i 28 minuti con 20 fermate e i 23 minuti e mezzo con 10 fermate, valori molto vicini ai circa 25 minuti stimati per la cabinovia.
Coppola ha però sottolineato come il principale ostacolo resti il vincolo idrologico legato al Bisagno: “Anche con lo scolmatore non darei per scontata la possibilità di costruire infrastrutture sul torrente”.
Lo studio considera inoltre equivalenti le prestazioni di tram e Brt (Bus Rapid Transit), pur senza approfondire il tema della diversa capacità di trasporto. Alla luce di questi elementi, il gruppo di lavoro ha definito la soluzione tramviaria “non percorribile”.
Uno degli aspetti più discussi riguarda il possibile impatto del vento sul funzionamento della cabinovia. Attualmente, spiegano i tecnici, mancano dati scientificamente validati perché in Valbisagno non sono presenti anemometri adeguati.
Per questo motivo, nei prossimi mesi verrà sviluppata un’analisi dedicata ai comportamenti degli utenti e alla loro predisposizione verso un sistema di trasporto aereo urbano. Lo studio prenderà in esame fattori come:
abitudini di mobilità, età, condizioni socioeconomiche, percezione della sicurezza, attitudine al volo
Metodologie simili, ha spiegato Coppola, sono già state utilizzate in ricerche su veicoli autonomi e aerotaxi.
Il dibattito politico vero e proprio è stato rinviato, poiché le cinque ore di commissione sono state interamente dedicate al confronto tecnico tra il Politecnico, i comitati e gli esperti indicati dai gruppi di opposizione.
Nel frattempo, all’interno della maggioranza che sostiene la giunta Salis emergono sensibilità differenti: finora soltanto Italia Viva ha espresso apertamente sostegno alla cabinovia, mentre nel resto della coalizione restano forti perplessità ancora non ufficializzate pubblicamente.
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