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Buoni spesa, il comune di Genova avvia la seconda tornata di distribuzione

di Marco Innocenti

Tredici punti di consegna in tutta la città, 492 le attività già convenzionate, fra grande distribuzione e negozi di vicinato

Poco più di 3 milioni li ha messi il governo, un altro milione di euro lo metterà il comune di Genova, anche grazie alle donazioni di enti e cittadini ma, alla fine, si dovrebbe arrivare a soddisfare tutte le 19mila richieste arrivate in appena 10 giorni per questa seconda tornata di buoni spesa. La distribuzione partirà mercoledì 15 dicembre, nei 13 punti allestiti nelle varie delegazioni. Ogni avente diritto riceverà un sms o una mail con ora e indirizzo per il ritiro, per evitare il più possibile il rischio di assembramenti. Il tutto per concludere la distribuzione entro venerdì.

Dal Comune raccomandano massima puntualità e rispetto delle norme anticovid: distanziamento, igienizzazione delle mani e, se possibile, di arrivare all'appuntamento muniti di penna, per non dover utilizzarne una già usata da altri, riducendo così i rischi di contagio. A vigilare sul regolare svolgimento della distribuzione, ci saranno gli agenti della Polizia Locale e 150 volontari provenienti dal Terzo settore.

Rispetto alla precedente distribuzione, avvenuta a marzo, le 19.683 richieste hanno mostrato che le principali zone di provenienza sono state, anche stavolta, Centro est, Centro Ovest, Bassa Valbisagno e Valpolcevera ma aumenta il numero dei componenti dei nuclei familiari interessati. I buoni, del valore di 100 euro, una volta consegnati potranno essere spesi in una qualsiasi delle 492 attività già convenzionate, suddivise fra grande distribuzione e negozi di vicinato.

“Abbiamo strutturato una rete di distribuzione dei buoni per garantire il rispetto delle norme anti-Covid e al tempo stesso una consegna rapida ai cittadini – sottolinea il vicesindaco Pietro Piciocchi – Avevamo chiesto con forza al governo di darci nuovamente la possibilità, come già la scorsa primavera, di dare ai nostri cittadini un concreto contributo in questo momento di grande emergenza. Abbiamo garantito efficienza e il rispetto di un criterio oggettivo, il tetto dell’Isee e l’incrocio preventivo dei dati con l’Inps, per dare una risposta equa ai nostri cittadini. Siccome le risorse stanziate non saranno sufficienti per soddisfare tutte le domande, ricordo che è possibile per i privati contribuire con donazioni. Sono state proprio le donazioni, insieme a uno stanziamento ulteriore da parte del Comune, a garantire la completa copertura delle domande durante la prima ondata. In ogni caso, ci impegniamo fin da ora a stanziare la cifra che consentirà a tutti gli aventi diritto di ricevere il buono spesa. Ringrazio gli uffici dei servizi sociali e della stazione appaltante, i Municipi e le associazioni del Terzo settore per lo straordinario lavoro fatto in così poco tempo”.

“Gli esercizi commerciali in cui sarà possibile spendere il buono – spiega l’assessore al Commercio del Comune di Genova Paola Bordilli – sono ancora più numerosi rispetto alla prima edizione. In particolare abbiamo coinvolto tanti negozi di vicinato, per una diffusione ancora più capillare dell’offerta e per dare la possibilità ai genovesi di fruirne in un’attività sotto casa, in un circolo virtuoso di sostegno del tessuto economico locale. La selezione del fornitore dei buoni, individuato nel gruppo Pellegrini, ha avuto come criterio anche quello della copertura più vasta possibile dei punti vendita in città, oltre che l’economicità sulla fornitura dei voucher, in modo che le risorse a disposizione del Comune fossero ottimizzate al massimo per assolvere al maggior numero di richieste possibile”.