Bimba morta: le sorelline avevano chiesto inutilmente aiuto ai nonni

di R.C.

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Il Pm: 'Iannuzzi ha indole crudele, trae piacere dalla sopraffazione'

Bimba morta: le sorelline avevano chiesto inutilmente aiuto ai nonni

Le due sorelline di Beatrice, la bimba di due anni morta dopo aver subito sevizie e atroci percosse, hanno provato "a parlare con la madre e con i nonni materni del malessere vissuto rispetto ai comportamenti della mamma e del suo compagno senza risultati". Le due bimbe, di 9 e 7 anni, secondo il magistrato che ha chiesto l'ordinanza di custodia cautelare per Emanuela Aiello, 44 anni e Emanuel Iannuzzi, 42 anni, hanno fornito un "racconto logico, lineare, coerente e circostanziato" non animato da "intenti ritorsivi". E "sono credibili quando raccontano i maltrattamenti subiti da loro e da Beatrice" anche perché le loro dichiarazioni "intrinsecamente attendibili" sono state riscontrate "in modo oggettivo da numerose evidenze". Come quelle trovate nel cellulare di Iannuzzi.

    "Speriamo che si sveglia tra sei mesi, sta m…". "Sì, è proprio una bella foto, guarda. mi sono spaventato quando l'ho vista quella foto… Mamma mia che bella foto, che faccia da c....o che c'ha tua sorella. Non la lanci dalla finestra?". Sono alcuni dei messaggi vocali che Emanuel Iannuzzi aveva inviato alla sorella maggiore di Beatrice. Mesaggio che fa parte di quegli "indizi gravissimi" di cui scrive il gip Massimiliano Botti nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Iannuzzi e Aiello.

    In particolare, per il compagno della donna, viene tracciato un profilo agghiacciante: "Emanuel Iannuzzi - si legge nelle carte - ha manifestato un'indole crudele, votata alla sopraffazione violenta del prossimo, dalla quale trae verosimilmente piacere, posto che, altrimenti, non appare spiegabile il parossismo con cui si è accanito contro la piccola Beatrice, al punto da cagionarle i terribili ematomi raffigurati nelle immagini in atti o da infilarle in bocca una sigaretta di hashish". Un'indole violenta già manifestata in passato, quando nel 2019 era stato arrestato per l'uccisione di un maialino. In quell'occasione, l'uomo, già gravato da precedenti penali, come la detenzione illegale di armi, si era ripreso con il proprio smartphone mentre, con un colpo diretto alla testa, uccideva un maialino. Anche in quel caso, il video era nel suo telefonino. Immagini chiarissime, avevano scritto all'epoca gli inquirenti, con le quali Iannuzzi aveva voluto documentare il gesto.

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