Bimba morta a Bordighera, il padre biologico chiede l'accusa di omicidio volontario

di Carlotta Nicoletti

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Il legale di Maurizio Rao: "Chi colpisce con ferocia una bambina di due anni non può non prevederne la morte"

Bimba morta a Bordighera, il padre biologico chiede l'accusa di omicidio volontario

La morte della piccola Beatrice, la bambina di due anni deceduta nella notte tra l'8 e il 9 febbraio nell'Imperiese dopo presunti maltrattamenti, torna al centro dell'inchiesta giudiziaria. Il padre biologico della bambina, Maurizio Rao, attraverso il suo legale Mario Ventimiglia, chiede che venga valutata una contestazione più grave nei confronti di Emanuel Iannuzzi, compagno della madre della piccola.

L'inchiesta – Le dichiarazioni dell'avvocato sono arrivate a margine dell'interrogatorio di Iannuzzi, 42 anni, indagato insieme alla madre della bambina, Emanuela Aiello, 44 anni. Entrambi sono attualmente accusati di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore.

La richiesta – Secondo il legale del padre biologico, gli elementi emersi finora giustificherebbero una diversa qualificazione del reato. "Picchiare una bambina di due anni non è la stessa cosa che picchiare un adulto. Se si colpisce con ferocia e crudeltà una bambina così piccola, non si può pensare di non causarne la morte", ha affermato Ventimiglia. L'avvocato auspica che la Procura, sulla base degli ulteriori accertamenti e dei documenti ancora da acquisire, possa contestare "quantomeno l'omicidio volontario".

La verità attesa – Il padre della piccola, detenuto dalla fine del 2025 per un cumulo di pene, attende che venga chiarita la dinamica dei fatti. "Si aspetta che finalmente la madre dichiari la verità su quello che è successo e su ciò che ha comportato la morte della bambina", ha spiegato il legale.

Le sorelline – Nell'ambito del procedimento risultano coinvolte anche le due sorelle della vittima, considerate persone offese. Saranno rappresentate da una figura nominata dall'autorità giudiziaria per tutelarne gli interessi durante il processo.

I rapporti – Ventimiglia ha inoltre precisato che Rao non conosceva direttamente Iannuzzi. L'unico contatto sarebbe avvenuto durante una telefonata con le figlie mentre il padre era già in carcere. In quell'occasione, secondo il racconto del legale, l'uomo avrebbe interrotto bruscamente la conversazione invitandolo a non richiamare più.

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