Becchi, ex ideologo M5S, a Telenord: "Il MoVimento delle origini è finito, Conte ne ha tradito lo spirito"

di Katia Gangale - Stefano Rissetto

"Quello attuale è un tradimento complessivo delle origini. Non c’è più alcun legame con il progetto iniziale”

Nel dibattito sullo scontro tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte per il nome e il simbolo del Movimento 5 Stelle, dissidio di cui si occuperà il Tribunale di Roma, il filosofo del diritto Paolo Becchi, genovese, ex ideologo del M5S alle sue origini e ancora vicino al fondatore, offre una lettura critica e netta dell’evoluzione del movimento.

 

Becchi ripercorre innanzitutto le origini, ricordando l’entusiasmo iniziale: “Il MoVimento 5 Stelle ha fatto sognare milioni di italiani. Era una novità assoluta, un’esperienza post ideologica, né di destra né di sinistra, che proponeva un’idea diversa di politica”.

 

Secondo il professore, però, la svolta arriva già dopo il successo elettorale del 2013: “Il problema fondamentale è stato proprio quella vittoria, non riconosciuta. Da lì è iniziata una deriva che mi ha portato a lasciare il MoVimento nel 2015”.

 

Un passaggio chiave è anche la scomparsa di Gianroberto Casaleggio, che indebolisce l’impianto originario: “L’ispirazione era quella di una comunità alternativa ai partiti. Ma tutto questo è stato progressivamente abbandonato”.

 

Nel giudizio di Becchi, l’ingresso di Conte segna una rottura definitiva: “Conte è sempre stato un corpo estraneo. Non conosce il MoVimento delle origini e ne ha cambiato completamente la natura”. E ancora: “Il MoVimento nato per non allearsi con nessuno si è alleato con tutti, dalla Lega al Pd fino al governo Draghi”.

 

Sul conflitto attuale per il simbolo, Becchi sottolinea il peso politico della questione: “Il simbolo e il nome hanno ancora un forte richiamo elettorale. Non averli sarebbe sicuramente uno svantaggio per Conte”. E aggiunge: “Grillo interviene ora per dare fastidio in vista delle elezioni. È evidente”.

 

Il filosofo evidenzia anche il paradosso interno: “Conte rivendica il simbolo, ma fino a poco tempo fa pagava per utilizzarlo. Questo dimostra chi ne è il vero proprietario”.

 

Alla base della crisi, secondo Becchi, c’è una trasformazione irreversibile: “I movimenti anti-sistema, col tempo, si istituzionalizzano. È successo anche al Movimento 5 Stelle, che ha finito per diventare ciò che voleva combattere”.

 

Il giudizio finale è netto: “Quello attuale è un tradimento complessivo delle origini. Non c’è più alcun legame con il progetto iniziale”. E conclude con una visione definitiva: “Il Movimento 5 Stelle è finito. È stato un raggio di luce, ma ormai appartiene al passato”.

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