Bassetti: "Il green pass così non ha senso: non puoi equiparare tampone e vaccinazione"
di Alessandro Bacci
L'infettivologo: "Far spendere alla gente 200 euro al mese di tampone, è una stupidaggine. Io così da medico non lo supporto"
"Domani parte il green pass sul lavoro. Così come è oggi non ha nessun senso. L’abbiamo fatto diventare uno strumento non per invogliare la gente a fare i vaccini, ma per portare la gente a fare i tamponi." Così l'infettivologo Matteo Bassetti analizza la situazione a poche ore dall'obbligo della certificazione sul posto di lavoro.
"Bisogna decidere che cosa si deve fare con i luoghi di lavoro - prosegue Bassetti - Non tutti i luoghi di lavoro sono uguali per il rischio infettivo. O al lavoro va solamente chi è vaccinato, oppure facciamo il Green Pass alla francese, dove unicamente nei luoghi di aggregazione tipo ristoranti, cinema, teatro, stadi, edifici pubblici c’è obbligo di Green Pass, ma rilasciato unicamente con la vaccinazione o con i tamponi, ma solo se non puoi fare la vaccinazione. Non puoi equiparare tampone e vaccinazione."
"Stiamo dando patenti di sicurezza dove non ce ne sono - conclude l'infettivologo - Se deve essere uno strumento per far spendere alla gente duecento euro al mese di tampone, è una stupidaggine. Io così da medico non lo supporto. Allungare poi la validità del tampone a 72 ore non ha senso. Diciamo allora che l’Italia non è pronta ad avere il Green Pass sui luoghi di lavoro dal 15 ottobre, lo rimandiamo a data da destinarsi e lo lasciamo obbligatorio nei luoghi di aggregazione."
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