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Baretta a Fuori Rotta: “La nostra priorità è eliminare la burocrazia”

di Antonella Ginocchio

Il sottosegretario all’economia punta a tempi rapidi per liberare la liquidità dei decreti

“La crisi legata al Covid 19 è arrivata all’improvviso, ci è letteralmente precipitata addosso. In questo frangente, la nostra priorità deve essere eliminare la cattiva burocrazia e suoi danni. È un nostro obbligo morale, oltre che politico, agire in questa direzione, senza polemiche sterili, per usare questa tragedia come un’occasione per fare un salto di qualità”. È questo il messaggio lanciato da Pier Paolo Baretta, sottosegretario del ministero dell’Economia, nel corso della puntata del 22 maggio di Fuori Rotta, in onda alle ore 21.
La lotta alla burocrazia è un’esigenza fondamentale anche per Giovanni Mondini, presidente di Confindustria Genova, che porta in studio le istanze e i timori del territorio. “Quello che serve è la velocità: abbiamo bisogno di avere immediatamente un’iniezione di liquidità, soprattutto per le piccole realtà produttive”. Sul tema dei contributi a fondo perduto per le imprese: “Sento spesso parlare di miliardi e miliardi di fondi, ma quello che importa davvero ad un imprenditore è piuttosto la certezza al 100% di ottenerli”.
“Non nego che ci siano state difficoltà e lentezze procedurali, ma spero che con un prossimo provvedimento si possa accelerare sui tempi”, dice Baretta. “Ad esempio, per quanto riguarda l’anticipazione dei fondi da parte delle banche, stiamo lavorando ad un sistema di autocertificazioni che liberi gli istituti da lunghi ed onerosi controlli sui richiedenti, e vorremmo che i tempi di restituzione dei fondi richiesti vengano ampliati a 10 anni per erogazioni sotto 20mila euro”.
Stefano Messina, presidente di Assarmatori, vuole riportare il discorso sulle istanze del suo settore, duramente colpito dal calo dei traffici dovuto al lockdown: “Ho collaborato bene e a lungo con la ministra dei Trasporti De Micheli, ma devo dire che il ministero delle Finanze è stato invece un po’ cattivo con gli operatori dello shipping: le nostre richieste per ora non sono state colte”. Il sottosegretario Baretta risponde: “Purtroppo il Mef ha un compito ingrato: tutti avanzano richieste legittime e fondate, soprattutto in momenti come questi, ma poi è lui a dover far quadrare i bilanci. I porti e la logistica sono fondamentali per l’economia del paese e c la strategia di rilancio del settore deve essere messa a punto con grande attenzione. Credo che il mezzo migliore per mettere a punto una strategia sia la prossima legge di bilancio, che permetterebbe di impostare con precisione e riflessioni adeguate le assi su cui ripartire. Ora con l’emergenza in corso abbiamo dovuto cercare di ragionare con i tempi dell’emergenza, ma ora, per come si sta mettendo la situazione, dobbiamo davvero iniziare a pensare seriamente alle strategie di lungo periodo”.
E le misure messe in campo dalle Regioni? A questo punto l’atmosfera in studio si scalda. Secondo il capogruppo PD del consiglio regionale, Giovanni Lunardon, la Liguria poteva fare decisamente di più. “Altre Regioni, come l’Emilia Romagna e il Piemonte, hanno già messo mano al portafoglio” dichiara. “In Lazio e in Campania hanno anche sbloccato i fondi europei, mentre qui in Liguria tutte le iniziative della Regione messe insieme non raggiungono i 50 milioni di investimento. Toti ha usato il fondo strategico come una sorta di bancomat da usare a suo piacimento, senza una strategia definita”.Andrea Costa, presidente della Commissione Attività produttive della Regione, difende l’operato dell’amministrazione: “Vedo che Lunardon non perde occasione di fare comizi elettorali. Lo invito a chiedere alle imprese che hanno già espresso alla Regione tutto il loro apprezzamento per la sburocratizzazione”.

Nella prima parte della trasmissione si parla di porti ed intervengono, tra gli altri, Raffaella Paita, parlmaentare di Italia Viva, Augusto Cosulich, dell’omonimo gruppo, Aldo Spinelli, presidente dlel’omonimo gruppo, Edoardo Rixi, parlamentare della Lega.

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