Autotrasporto in lutto dopo l’incidente sull’A1: ASSOTIR denuncia “giornata nera” e polemiche sulle proteste

di Redazione

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Autotrasporto in lutto dopo l’incidente sull’A1: ASSOTIR denuncia “giornata nera” e polemiche sulle proteste

“È una giornata nera per l’autotrasporto italiano”. Con queste parole il segretario generale di ASSOTIR, Claudio Donati, ha commentato il grave incidente avvenuto sull’autostrada A1 nei pressi di Caserta, in cui ha perso la vita un trasportatore di 55 anni.

L’associazione ha espresso cordoglio alla famiglia della vittima, sottolineando che saranno le indagini delle autorità competenti a chiarire eventuali responsabilità.

Nel suo intervento, Donati ha richiamato anche il tema delle tensioni legate al settore dell’autotrasporto e alle recenti proteste, evidenziando come la categoria abbia storicamente cercato di mantenere il rispetto delle regole e di evitare situazioni che possano degenerare in incidenti o danneggiare l’immagine del comparto.

Secondo il segretario generale, nel corso di circa ottant’anni di storia le mobilitazioni del settore hanno portato solo in rare occasioni a fermi nazionali, spesso però segnati da episodi problematici che hanno finito per spostare l’attenzione dalle rivendicazioni iniziali.

Donati ha poi lanciato un allarme su alcune recenti iniziative di protesta, definite “scelte avviate con leggerezza e senza reale adesione della categoria”, sostenendo che la maggior parte dei trasportatori ha continuato a lavorare regolarmente. Non sono mancati, tuttavia, episodi di tensione in alcune aree del Paese, come in provincia di Foggia, dove si sarebbero verificati lanci di oggetti da cavalcavia contro mezzi pesanti, con danni a camion e autobus.

“Solo per fortuna non ci sono stati feriti gravi”, ha sottolineato Donati, evidenziando la pericolosità della situazione.

Il segretario generale di ASSOTIR ha infine posto una domanda sulle misure di sicurezza e ordine pubblico adottate in occasione delle proteste, ricordando anche una richiesta avanzata al Ministero dell’Interno per garantire la libertà di circolazione a chi non aderiva al fermo proclamato da TrasportoUnito.

Una vicenda che, oltre al dramma umano legato all’incidente sull’A1, riaccende il dibattito sulle condizioni del settore e sulla gestione delle mobilitazioni nel mondo dell’autotrasporto.

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