Aumentati del 50% i minori detenuti in cella a livello nazionale, dati in controtendenza in Liguria
di c.b.
Negli ultimi due anni i minori detenuti negli Istituti penali per minorenni in Italia sono aumentati di oltre il 50%. Secondo l’associazione Antigone, si è passati dalle circa 380 presenze di fine 2022 a oltre 600 ragazzi ristretti nel 2024-2025, con 611 detenuti registrati nella primavera del 2025 . Un incremento che non trova corrispondenza in un’esplosione della criminalità giovanile: le segnalazioni di reato a carico di minorenni risultano infatti in lieve calo nel 2023 rispetto all’anno precedente. Alla base dell’aumento dei ragazzi in cella c’è soprattutto il cambio normativo introdotto con il cosiddetto Decreto Caivano, entrato in vigore nel settembre 2023, che ha ampliato l’applicazione della custodia cautelare per i minorenni e ristretto il ricorso alle misure alternative. Antigone evidenzia come oltre il 60% dei giovani detenuti sia in attesa di giudizio, segno di un ricorso più frequente alla detenzione preventiva .
Il dato nazionale fa da sfondo anche alla situazione di Genova e della Liguria, che rientrano nel sistema della giustizia minorile del Nord Ovest. Nel capoluogo ligure il Tribunale per i Minorenni ha recentemente segnalato un forte carico di procedimenti pendenti e carenze di organico, con centinaia di fascicoli aperti tra penale e tutela civile, in un contesto in cui la pressione sul sistema è cresciuta parallelamente all’aumento delle misure restrittive.
Non emergono segnali di un’anomala impennata di reati giovanili specifici nel territorio ligure. Per alcune categorie di reato a danno di minori (come maltrattamenti e violenze sessuali), i dati della Liguria relativi al 2023 indicano un calo complessivo dei casi segnalati rispetto all’anno precedente, pur con alcuni specifici aumenti come nei maltrattamenti in famiglia. Una situazione che riguarda il distretto minorile di Genova è l’allarme lanciato dal Tribunale per i Minorenni per carenze di organico, non per un’impennata statistica di arresti, con oltre 600 procedimenti di tutela pendenti e risorse magre per seguirli efficacemente.
I reati che più spesso portano i minorenni davanti al giudice restano quelli contro il patrimonio – in particolare furti e rapine – seguiti dallo spaccio di sostanze stupefacenti e dalle aggressioni o risse in ambito urbano. Non si tratta, nella maggior parte dei casi, di reati di criminalità organizzata strutturata, ma di episodi legati a contesti di disagio sociale, microcriminalità e gruppi giovanili.
Il confronto tra regioni mostra criticità evidenti soprattutto negli istituti collocati nelle grandi aree metropolitane. In diverse strutture del Nord e del Sud si registrano livelli di sovraffollamento significativi, con presenze ben oltre la capienza regolamentare . La crescita non appare quindi circoscritta a un territorio specifico, ma diffusa su scala nazionale.
Il paradosso resta evidente: più minori in carcere, a fronte di un numero di reati che non cresce in modo proporzionale. A Genova e in Liguria, come nel resto del Paese, la sfida è trovare un equilibrio tra sicurezza e funzione rieducativa della pena, in un sistema che negli ultimi mesi si è trovato a gestire numeri sensibilmente più alti rispetto al recente passato.
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