Assarmatori, l’attacco di Messina: “L’Europa sembra vivere fuori dalla realtà e sta portando lo shipping fuori mercato”
di Luca Pandimiglio
ROMA – Un duro affondo contro le politiche europee sulla decarbonizzazione del trasporto marittimo e una proposta netta per il futuro del settore: puntare sulla propulsione nucleare. Sono questi i temi centrali dell’intervento del presidente di Assarmatori, Stefano Messina, all’Annual Meeting dell’associazione, svoltosi a Roma al Grand Hotel Parco dei Principi davanti a oltre 700 rappresentanti del cluster marittimo-portuale, delle istituzioni e del mondo imprenditoriale.
Nel suo intervento, Messina ha affrontato anche l’attualità geopolitica, commentando l’annunciato accordo tra Stati Uniti e Iran. Una notizia positiva, ha sottolineato, ma che necessita di conferme sul campo. «In questi mesi abbiamo assistito a diversi annunci di tregua che non hanno avuto seguito concreto. Il trasporto marittimo ha bisogno di certezze per operare in sicurezza», ha spiegato, aggiungendo che il ritorno alla piena normalità nello Stretto di Hormuz richiederà tempo e verifiche sulle effettive condizioni di navigazione. Contrarietà netta, inoltre, a qualsiasi ipotesi di pedaggio per l’attraversamento dello stretto, considerata incompatibile con il principio della libertà di navigazione.
L’attacco più deciso è stato però rivolto a Bruxelles. Secondo il presidente di Assarmatori, l’Europa continua a irrigidire il quadro normativo senza tenere conto delle difficoltà economiche e geopolitiche che gravano sulle imprese. «Stiamo andando fuori mercato – ha affermato – e non possiamo pensare di vincere la competizione globale restando prigionieri di una logica esclusivamente regolatoria».
Messina ha quindi chiesto una revisione del sistema europeo ETS, il meccanismo di scambio delle quote di emissione, per tutelare i comparti ritenuti più esposti: i collegamenti con le isole, le Autostrade del Mare e il transhipment dei container. Nel mirino anche la gestione delle risorse derivanti dalla tassazione ambientale, che secondo Assarmatori dovrebbero essere reinvestite nel settore marittimo per sostenere concretamente la transizione energetica e il rinnovo delle flotte.
Accanto alle critiche, il presidente dell’associazione ha rilanciato il tema del nucleare come possibile soluzione per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione del comparto. In una fase in cui il Parlamento sta discutendo la legge delega sul nucleare, Messina ha evidenziato come i progetti legati ai reattori di quarta generazione e agli Small Modular Reactors (SMR) stiano dimostrando la fattibilità tecnica della propulsione nucleare applicata al trasporto marittimo.
«Non dobbiamo farci condizionare da fattori esterni, ma guardare ai fatti», ha dichiarato, sottolineando come questa tecnologia consentirebbe di eliminare la necessità di sviluppare complesse catene logistiche per la distribuzione dei combustibili alternativi nei diversi porti del mondo.
Al centro dell’assemblea anche il tema del lavoro marittimo. Messina ha ribadito la richiesta di ripristinare la decontribuzione per i marittimi impiegati nei collegamenti di corto raggio, sottolineando come il costo del lavoro rappresenti una delle principali voci di spesa per le compagnie di navigazione e incida direttamente sulla competitività delle imprese italiane. Una misura che, secondo Assarmatori, contribuirebbe a sostenere occupazione e servizi essenziali per le comunità insulari e la continuità territoriale del Paese.
All’evento hanno preso parte, tra gli altri, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, il viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi e il capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto. Presenti anche, attraverso videomessaggi, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto e il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin.
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