Sestri Ponente, completata la nuova banchina di allestimento nelle aree industriali portuali

di Redazione

A Genova Sestri Ponente prende forma una delle opere infrastrutturali più importanti per il futuro della cantieristica navale italiana: il nuovo super bacino di carenaggio da 400 metri di lunghezza, cuore del più ampio progetto di sviluppo delle aree portuali industriali del cosiddetto “ribaltamento a mare”.

L’intervento rappresenta un tassello strategico per rafforzare il ruolo del capoluogo ligure nel settore della costruzione e riparazione navale, consentendo al porto di accogliere le navi di ultima generazione e consolidando la competitività della filiera marittima nazionale.

Il progetto prevede la realizzazione di un bacino di carenaggio lungo 400 metri, con una larghezza variabile tra 60 e 80 metri, dimensionato per ospitare unità navali fino a circa 480 metri di lunghezza fuori tutto, 50 metri di larghezza e con un pescaggio di circa 10 metri.

«Ci troviamo nell’opera più significativa del progetto del cosiddetto ribaltamento a mare – spiega Marco Vaccari, direttore Opere Speciali dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale –. Il bacino consentirà di accogliere navi di ultima generazione. Per questo motivo stiamo realizzando anche interventi complementari, come l’approfondimento dei fondali fino a quota -11 metri e alcune demolizioni di moli necessarie a garantire la libera evoluzione delle navi in ingresso e in uscita».

Il cantiere è attualmente concentrato sulla realizzazione delle fondazioni speciali del nuovo bacino. Le lavorazioni prevedono la realizzazione di circa 500 diaframmi e altrettanti pali, con profondità comprese tra 15 e 30 metri.

«Abbiamo in attività tre macchine per i diaframmi e altrettante per i pali – racconta Vaccari –. Complessivamente siamo intorno al 70% di avanzamento per queste lavorazioni».

A seguire direttamente le attività operative è il raggruppamento temporaneo di imprese guidato dal Consorzio Stabile Grandi Lavori S.C.R.L., con RCM Costruzioni impegnata nella fase esecutiva.

«In questo periodo siamo concentrati al 100% sull’Opera C, ovvero la costruzione del mega bacino di carenaggio – sottolinea Leo Fortunato, direttore tecnico di RCM Costruzioni –. Abbiamo ormai raggiunto il 70% dell’esecuzione delle fondazioni speciali. Abbiamo dispiegato otto gruppi di scavo tra pali e diaframmi e completeremo a breve questa fase».

Parallelamente proseguono gli interventi preparatori: dagli scavi di approfondimento alle attività propedeutiche al dragaggio, fino alle demolizioni e ai movimenti terra necessari per predisporre il nuovo sedime del bacino.

Terminata la fase delle fondazioni speciali inizierà la costruzione delle strutture principali del nuovo impianto.

Accanto al super bacino è stata realizzata l’Opera D, il nuovo molo di allestimento, completato nel 2026 con un investimento di circa 60 milioni di euro.

La nuova infrastruttura nasce per garantire uno spazio adeguato alle navi in uscita dal bacino e prevede un fronte di ormeggio di 315 metri e un incremento di circa 15 mila metri quadrati delle aree operative disponibili.

L’intervento ha richiesto la demolizione parziale della testata del molo esistente e la realizzazione della nuova banchina attraverso una combinazione di elementi prefabbricati e strutture gettate in opera, soluzione scelta per accelerare i tempi mantenendo elevati standard qualitativi.

«La banchina di allestimento è nata per accogliere le navi di ultima generazione che usciranno dal bacino – spiega Vaccari –. È una struttura altamente performante, dotata di nuove vie di corsa per le gru, impianti meccanici ed elettrici, una cabina elettrica con sistema shore-to-ship e tutte le infrastrutture necessarie alle attività di allestimento».

Un elemento particolarmente delicato ha riguardato l’interferenza con lo sbocco a mare del Rio Cantarena. Per garantire il deflusso delle acque è stata realizzata una soluzione strutturale con banchina a giorno e un ponte di attraversamento di circa 23 metri, oltre a un sistema di palancole di protezione.

La prima fase dell’opera è stata resa disponibile al concessionario dopo circa quindici mesi dall’avvio dei lavori, rispettando le tempistiche legate a una specifica commessa navale.

«La vera sfida di questi interventi sono le interferenze con il concessionario – evidenzia Vaccari –. Bisogna riuscire a portare avanti i lavori garantendo contemporaneamente l’operatività del cantiere navale. La banchina era legata a una commessa precisa e siamo riusciti a rispettare il programma».

L’intero programma di interventi segue i principi dell’economia circolare, con l’obiettivo di recuperare e valorizzare i materiali provenienti dagli scavi e dai dragaggi.

Le terre e le rocce prodotte durante le lavorazioni vengono infatti selezionate e destinate a diversi utilizzi: una parte viene temporaneamente stoccata in un’area appositamente realizzata con una capacità di circa 20 mila metri cubi, per essere successivamente impiegata nei cassoni della nuova diga foranea; altri materiali vengono invece sottoposti ad analisi ambientali prima di un eventuale riutilizzo nell’ambito delle opere previste.

«Stiamo seguendo il principio dell’economia circolare – spiega Vaccari –. I materiali prodotti dagli scavi vengono recuperati e destinati, dove possibile, ad altri interventi, riducendo il consumo di nuove risorse».

Anche i materiali provenienti dal dragaggio dei fondali saranno gestiti secondo la stessa logica, con il conferimento previsto all’interno dei cassoni della diga foranea.

Il nuovo super bacino e le opere collegate fanno parte di un piano più ampio che comprende anche la messa in sicurezza idraulica dell’area, l’ampliamento dei piazzali industriali e nuovi interventi di razionalizzazione degli spazi portuali.

La cantieristica navale genovese rappresenta oggi un comparto strategico: circa 80 aziende distribuite tra il porto industriale e Sestri Ponente, per un’estensione complessiva di circa 700 mila metri quadrati. Dal 2018 al 2024 il volume d’affari del settore è raddoppiato, mentre gli occupati diretti e indiretti raggiungono circa 5 mila unità.

«L’obiettivo è implementare e rafforzare il settore della cantieristica navale – conclude Vaccari –. Queste opere sono state concepite come un unico intervento complessivo per aumentare la competitività del porto di Genova e consolidare il ruolo della città come hub marittimo e industriale del Mediterraneo e dell’Europa».

Il completamento del super bacino è previsto per il primo semestre del 2028. Una nuova infrastruttura destinata a cambiare la scala operativa del porto di Genova e a segnare una nuova fase per l’industria navale italiana.

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