Assiterminal presenta le proposte per la riforma dei porti: focus su concessioni, investimenti e intermodalità
di Redazione
A pochi giorni dalla pubblicazione del XIV Rapporto OsserMare–Unioncamere, che ha confermato il ruolo strategico della Blue Economy per l'economia italiana, e alla luce delle nuove previsioni di Sace sulla crescita dell'export nei prossimi tre anni, Assiterminal rilancia il confronto sulla riforma del sistema portuale nazionale con un nuovo pacchetto di proposte da sottoporre al Parlamento.
L'associazione, che ha recentemente celebrato il venticinquesimo anniversario dalla sua fondazione, sta definendo una serie di emendamenti al disegno di legge "Porti d'Italia", che saranno trasmessi entro il 28 luglio alla Commissione Trasporti della Camera nell'ambito dell'iter parlamentare del provvedimento.
Dopo aver già avanzato alcune proposte in materia di lavoro, il nuovo documento si concentrerà su temi ritenuti strategici per la competitività dei terminal portuali. Molti degli interventi riprendono osservazioni già presentate durante le audizioni al CIPOM, ma rimaste escluse dalle diverse versioni del Piano del Mare.
Tra le priorità indicate da Assiterminal figura la revisione del sistema di calcolo dei canoni concessori. Il presidente Alessandro Cognolato richiama l'attenzione sulla necessità di correggere gli indici utilizzati per determinare le quote fisse delle concessioni, ricordando che, nonostante alcune pronunce favorevoli del Consiglio di Stato e del TAR Lazio, non sono ancora stati adottati provvedimenti per compensare gli importi versati in eccesso dai terminalisti a seguito dei criteri applicati nel 2023.
Secondo l'associazione, il tema si inserisce in una più ampia revisione del principio di riequilibrio economico delle concessioni demaniali, considerato un elemento fondamentale nel rapporto tra autorità concedenti e concessionari, anche alla luce delle linee guida ministeriali e delle successive deliberazioni dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti.
Un altro punto riguarda gli incentivi agli investimenti nelle aree ZES e ZLS. Assiterminal propone di estendere i crediti d'imposta anche agli interventi infrastrutturali realizzati dai terminalisti su aree demaniali, e non soltanto all'acquisto di beni strumentali. L'obiettivo è favorire la collaborazione tra pubblico e privato, incentivando opere che restano patrimonio dello Stato e che possono migliorare l'efficienza del sistema logistico.
Tra le proposte figura inoltre il sostegno alla realizzazione di consorzi per l'autoproduzione di energia elettrica destinata ai terminal, con la possibilità di utilizzare eventuali eccedenze anche per alimentare gli impianti di cold ironing, contribuendo così al processo di transizione energetica dei porti.
Particolare attenzione viene riservata anche allo sviluppo dell'intermodalità ferroviaria. L'associazione propone di fissare obiettivi di traffico su ferro differenziati per ciascun sistema portuale e di introdurre meccanismi di riduzione dei canoni concessori per gli operatori che incrementano il trasporto ferroviario da e verso i porti. Una misura che, secondo Assiterminal, consentirebbe di premiare concretamente gli investimenti nella logistica sostenibile e di rafforzare il collegamento tra porti e rete ferroviaria nazionale.
Al termine dell'ultima riunione del Consiglio direttivo, Assiterminal ha quindi rivolto un appello alle istituzioni affinché il confronto parlamentare non si limiti esclusivamente agli aspetti legati allo sviluppo infrastrutturale del sistema portuale, ma affronti anche le questioni normative e operative che incidono sulla competitività dei terminal. L'associazione ritiene infatti che interventi mirati su concessioni, incentivi e intermodalità possano rappresentare un importante impulso per l'intero comparto logistico e marittimo italiano.
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