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La tragedia

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Anziano uccide moglie malata. La figlia: "Mi sono assentata solo un'ora"

di Michele Varì

In ospedale commovente abbraccio fra l'uomo e i familiari

Sarà interrogato nelle prossime ore dal giudice Aurelio Ottaviani, 88 anni, l'anziano che ieri, domenica 19 gennaio, ha strangolato e ucciso la moglie Elisabetta Ugulini, 87 anni, e poi ha tentato di togliersi la vita perché non voleva più sentirsi un peso per i due figli.
La tragedia è avvenuta nell'abitazione della coppia, al secondo piano di un palazzo di via Piombelli, a Certosa, in Valpolcevera.
A dare l'allarme la figlia sessantenne dei due anziani, una dipendente comunale che da quando è in pensione si è quasi trasferita in  pianta stabile nell'abitazione dei genitori per poterli accudire nel migliore dei modi, "mi sono assentata solo un'ora per per andare a dare da mangiare ai mie due gatti nella mia abitazione di Borzoli", ha assicurato la donna per spiegare perchè al momento della tragedia non era in casa. L'altro figlio della coppia, che vive fuori Liguria, invece veniva appena aveva uno ritaglio di tempo libero.
Una vicina di casa dopo la tragedia punta l'indice contro i servizi sociali e sanitari: "La verità è che se una famiglia non è benestante non riesce a garantire l'assistenza adeguata ai proprio genitori anziani e malati. Questa coppia non era mai sola, perchè figli e nipoti erano sempre qui. Ma quanti sacrifici facevano per riuscire a stare vicini ai genitori e ai nonni? Ottaviani se ne accorgeva e per questo, evidentemente, se sentiva in  colpa, si sentiva un peso per figli e nipoti, anche se non era così...".
Nel palazzo, il civico 19 di via Piombelli, oggi tutti parlano della coppia con grande affetto, lui è un un bidello, lei è sempre stata casalinga.
Intanto il pubblico ministero Valentina Grosso, che coordina le indagini della squadra mobile, sta valutando la richiesta di un incidente probatorio per valutare la capacità di intendere e volere dell'uomo.
Ottaviani è ricoverato da ieri in stato di arresto nel reparto di psichiatria dell'ospedale San Martino: figli e nipoti, anche se non potrebbero, oggi sono riusciti ad avvicinarsi e ad abbracciarlo.
I familiari di Ottaviani hanno capito che il suo gesto estremo è stato dettato solo dall'amore per la moglie, a cui ha sempre voluto bene, e che non voleva più vedere soffrire, e dal sentirsi a suo volta un "peso" per figli e nipoti. Un amore, quella della famiglia della coppia, che ha colpito anche i poliziotti delle volanti e della squadra mobile: "Quando ci ha visto quell'anziano è solo scoppiato a piangere e ci ha detto che lui voleva bene alla moglie, per questo non volevo più vederla soffrire in un letto".

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