Anziana uccisa in casa a Molassana, una vicina: “Tragedia annunciata”
di Anna Li Vigni
A raccontare il clima di incredulità è una residente della zona, che vive nel quartiere da trent’anni e conosceva la famiglia
Una residente storica del quartiere parla di “tragedia annunciata” dopo l’omicidio dell’anziana avvenuto nel pomeriggio dell’8 marzo a Molassana, quartiere di Genova.
La donna di 86 anni Maria Marchetti, detta Mariuccia, secondo le prime informazioni, è stata trovata morta nella sua abitazione di via San Felice. La Polizia di Stato ha fermato il figlio 52enne, che viveva con lei nell’appartamento. Il caso ha scosso la zona, dove diversi residenti conoscevano la famiglia da molti anni.
Omicidio Molassana: il racconto dei vicini - Il quartiere di Molassana resta sotto shock dopo la morte dell’anziana: tra chi conosceva la vittima da tempo, emerge incredulità.
Una conoscente, residente nella zona da oltre trent’anni, racconta di aver incontrato la donna pochi giorni prima.
“Una tragedia annunciata" - Una donna lasciata sola perché giustamente il figlio più grande aveva la sua vita e tutto quanto, lasciata con un ragazzo, un uomo che aveva bisogno d'aiuto psicologico e anche farmacologico e l'hanno lasciata sola”.
La signora sottolinea come molte persone del quartiere conoscessero la situazione familiare. Tuttavia, nessuno immaginava un epilogo così drammatico.
Secondo il suo racconto, la vittima appariva autonoma e manteneva un rapporto cordiale con il vicinato.
“Questa signora era autosufficiente, una donna sempre col sorriso, una donna meravigliosa”.
Il riferimento al figlio fermato - Nel racconto della residente emerge anche il ricordo del figlio più giovane, fermato dagli investigatori dopo il ritrovamento del corpo.
“Umanamente il figlio io lo conosco, sono 30 anni che abito qui. Un ragazzo che aveva bisogno d'aiuto e che secondo me e tanti altri è stato lasciato solo”.
La donna richiama inoltre l’attenzione sul tema del sostegno alle famiglie che affrontano situazioni simili.
“Io credo che le Istituzioni debbano pensare un attimino a queste famiglie perché credo che non sia l’unica”.
La chiamata del fratello maggiore - A far scattare l’intervento delle forze dell’ordine è stato l’altro figlio della vittima. L’uomo si è preoccupato dopo alcuni giorni senza notizie.
“Il fratello si è preoccupato a chiamare. L'altro fratello è un ragazzo che è sempre stato comunque presente”.
La vicina conclude ricordando anche la coincidenza temporale con la giornata dell’8 marzo.
“Questa è una tragedia, una morte che si poteva evitare sicuramente. Specialmente in questa giornata che dovrebbe essere dedicata alle donne”.
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