AMT, Marangoni: “Buco da 200 milioni sottovalutato”; Avvenente: “Se ci sono irregolarità, le accerti la magistratura”

di Carlotta Nicoletti

La Procura della Repubblica ha espresso parere favorevole all’istanza di fallimento di AMT, l’azienda del trasporto pubblico locale di Genova. Una notizia che riaccende lo scontro politico su un disavanzo stimato in circa 200 milioni di euro e sulle responsabilità accumulate negli ultimi anni.

Contesto finanziario – Secondo quanto emerso nel dibattito politico, il buco di bilancio si sarebbe formato nell’arco di circa otto anni. Nel 2017, al passaggio di consegne tra amministrazioni, AMT presentava conti sostanzialmente in equilibrio. Oggi, invece, la situazione viene definita “drammatica” e mette a rischio la continuità aziendale.

Accuse politiche – Il consigliere comunale PD Edoardo Marangoni ha parlato di una crisi nota da tempo e a lungo sottovalutata: “È incredibile pensare che si sia arrivati a un buco da 200 milioni senza che la città ne fosse informata”. Secondo il Partito Democratico, le precedenti amministrazioni avrebbero negato o minimizzato i problemi, aggravando la situazione.

Replica del centrodestra – Di diverso avviso Mauro Avvenente (Vince Genova), che ha definito AMT “una realtà complessa”, ricordando le difficoltà strutturali del trasporto pubblico locale a livello nazionale e il progressivo ridimensionamento dei fondi statali. Avvenente ha invitato a distinguere le responsabilità politiche da eventuali profili giudiziari, sottolineando che “se ci sono irregolarità, spetta alla magistratura accertarle”.

Il nodo delle scelte gestionali – Nel confronto è emerso anche il tema delle politiche tariffarie e della gratuità parziale del servizio, ritenute da alcuni un fattore di squilibrio, ma giudicate insufficienti da altri a spiegare un disavanzo di tali dimensioni. Resta inoltre aperta la questione delle mancate riscossioni e dell’integrazione con altre società del TPL.

Prospettive – Il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha annunciato la disponibilità di un contributo regionale da 15 milioni di euro per garantire la continuità del servizio e gli stipendi dei lavoratori. Intanto, il Comune e il nuovo CdA sono chiamati a predisporre un piano di rilancio, mentre la magistratura prosegue le verifiche.

25 anni dal G8 del 2001 - Genova si prepara a ricordare il venticinquesimo anniversario del G8 del 2001 con iniziative dedicate alla memoria e ai diritti civili. Il Consiglio comunale ha approvato la mozione presentata da Edoardo Marangoni e sottoscritta da tutte le forze di maggioranza, impegnando sindaco e giunta a valorizzare quell’evento come pagina costitutiva dell’identità della città.

Memoria storica – Marangoni sottolinea il ruolo del G8 come tappa centrale nella storia recente di Genova, accanto alla Resistenza e all’assassinio di Guido Rossa. “Il compito della politica è aprire il libro della storia della propria città e scegliere quali pagine porre sotto la luce del dibattito pubblico”, afferma, citando anche Genova capitale europea della cultura nel 2004 e il riconoscimento dei Rolli nel 2006.

Evento e significato – Per Marangoni, il G8 non fu solo un fatto politico internazionale, ma un momento in cui la città, attraverso il Genoa Social Forum e migliaia di giovani manifestanti, cercò di portare all’attenzione globale temi come democrazia, diritti e cambiamento climatico. “Avevano ragione loro”, sostiene, ricordando che molte delle istanze sollevate allora oggi si sono dimostrate profetiche.

Criticità e violenze – Alcuni interventi hanno ricordato le tensioni di quei giorni, culminate nella morte di Carlo Giuliani e negli eccessi alla Diaz e a Bolzanetto. “Chiunque voglia manifestare deve farlo in modo pacifico”, spiega un consigliere, evidenziando la distinzione tra responsabilità individuali e ruolo delle istituzioni.

Sguardo futuro – La mozione prevede iniziative culturali, eventi e dibattiti per collegare memoria storica e identità civica, promuovendo una riflessione sugli effetti globali e locali del G8. L’obiettivo è combinare ricordo e analisi critica, senza rimuovere né banalizzare la complessità di quei giorni.


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