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Alluvione 2011, l'assicurazione nega il massimale: lo sconcerto delle famiglie delle vittime

di Redazione

Le parti civili quindi non usciranno dal processo fissato per mercoledì 13 marzo in Cassazione

C'è sorpresa ma soprattutto rabbia nelle parole dei legali e dei familiari di alcune delle vittime dell'alluvione che colpì Genova il 4 novembre del 2011. Il motivo è la decisione, da parte dell'assicurazione del Comune, di non riconoscere il massimale. "E' indecente - attaccano - che gli avvocati di parte civile siano stati più volte convocati dai massimi esponenti dell'Amministrazione comunale, all'asserito scopo di trovare un accordo transattivo, senza che il Comune responsabile civile della tragedia avesse previamente sondato la disponibilità della sua assicurazione a transigere".

"Non crediamo - proseguono i legali - sia stata una cinica manovra mediatica, architettata sul dolore dei familiari di tre bambine e di tre donne morte tragicamente. Pensiamo piuttosto che sia stata un'iniziativa sciocca e velleitaria, per di più gestita con pochissimo garbo. Vogliamo pensare che non si tratti di una manovra a tavolino per fare apparire che tutto il possibile è stato fatto. Giocare sulla pelle dei familiari delle vittime sarebbe di una scorrettezza inaudita".

Solo poche settimane fa si era arrivati ad un accordo: Tursi aveva offerto in risarcimento la cifra massima e gli avvocati avevano ricevuto l'assenso dei familiari della vittime. Il Comune però, a questo punto ha contattato l'assicurazione dalla quale ha avuto una risposta negativa. In questa maniera le parti civili non usciranno dal processo in Cassazione previsto per mercoledì. Per quella data si discuterà l'ultimo grado di giudizio per l'ex sindaco Marta Vincenzi (condannata a cinque anni in primo e secondo grado), dell'ex assessore Francesco Scidone e altri tre dirigenti comunali per falso, disastro colposo e omicidio colposo plurimo.