Allarme pesca in Liguria, Rasore (Coldiretti): "Gasolio raddoppiato (1,60 €/l). Senza interventi, molte barche saranno costrette allo stop"
di Luca Pandimiglio
“Genova e Riva Trigoso per le acciughe, Santa Margherita per lo strascico, La Spezia, Imperia: sono tutte marinerie che stanno soffrendo, così come i porti della piccola pesca”
La flotta peschereccia ligure è in grande difficoltà a causa dell'aumento del costo del carburante. A lanciare l’allarme è Nicola Rasore, biologo della pesca di Coldiretti.
“Ad oggi la situazione per la flotta è drammatica”, spiega Rasore. “Il prezzo alla pompa qui a Genova per il gasolio dei pescherecci è arrivato a 1,60 euro al litro, praticamente il doppio rispetto a pochi mesi fa, con conseguenze devastanti sulle spese per ogni singola uscita di lavoro”.
Un aumento che colpisce in modo trasversale tutta la pesca, ma con effetti ancora più pesanti su alcune tipologie di imbarcazioni: “Sicuramente tutte le barche ne soffrono, ma in Liguria la marineria è molto dedicata alla pesca delle acciughe, con imbarcazioni tra i 12 e i 18 metri che risentono particolarmente di questi costi”.
I numeri rendono evidente la portata del problema: “Le barche piccole consumano circa 10 litri all’ora, quelle grandi fino a 100 litri all’ora. Una barca da acciughe o da strascico può arrivare a consumare quasi 1000 litri a notte, pari a circa 1600 euro di gasolio per una battuta di pesca”.
Una condizione che rischia di avere ricadute dirette anche sui consumatori: “Lo vediamo già dai prezzi delle acciughe. Il rincaro energetico si riflette su tutta la filiera e i pescatori, che sono i produttori, spesso non riescono a compensare l’aumento dei costi”.
Le difficoltà riguardano tutta la Liguria: “Genova, Riva Trigoso per le acciughe, Santa Margherita per lo strascico, La Spezia, Imperia: sono tutte marinerie che stanno soffrendo, così come i porti della piccola pesca”.
Sul fronte delle misure di sostegno, Rasore ricorda gli interventi già attivati: “Abbiamo lavorato per ottenere il credito d’imposta sul gasolio, che consente uno sgravio successivo, ma resta il problema del costo immediato che gli operatori devono affrontare ogni volta che fanno rifornimento”.
Un aiuto utile ma non sufficiente: “Le aziende devono anticipare le spese e non sempre hanno liquidità disponibile. Per questo stiamo lavorando con Regione e Governo per nuove misure più immediate e tutelative”.
Il biologo della pesca sottolinea anche il peso delle tensioni internazionali: “Tutto dipende dalla durata del conflitto e dalle dinamiche geopolitiche. Se il prezzo del carburante continua a salire, alcune barche saranno costrette a fermarsi”.
Infine, un allarme anche sul futuro immediato del settore: “Il problema è che il comparto è già fragile e i costi sono raddoppiati rispetto a una situazione normale. Se le barche si fermano per mancanza di convenienza economica, con l’estate alle porte in Liguria il rischio è davvero drammatico”.
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