Agroalimentare italiano e sostenibilità, i fattori critici
di R.S.
Le nuove regole europee, le richieste della grande distribuzione e le aspettative dei consumatori rendono però la sostenibilità un fattore competitivo decisivo
Il settore alimentare è un pilastro dell’economia italiana, ma sulla sostenibilità mostra un forte ritardo. Molte aziende, soprattutto piccole e medie, faticano a misurare e comunicare in modo chiaro il proprio impatto sull’ambiente, sulle persone e sulla qualità della gestione aziendale.
Secondo un’analisi Crif Ratings citata da Repubblica, il 95% delle imprese food ottiene valutazioni negative su questi aspetti. La rendicontazione strutturata è diffusa quasi solo tra le aziende più grandi, mentre le Pmi temono costi elevati e mancano spesso di competenze dedicate.
Anche dove i bilanci di sostenibilità esistono, la qualità è disomogenea e solo una minoranza prevede verifiche esterne indipendenti. Le nuove regole europee, le richieste della grande distribuzione e le aspettative dei consumatori rendono però la sostenibilità un fattore competitivo sempre più decisivo. Per il food italiano la sfida è colmare rapidamente il divario tra dichiarazioni e dati concreti.
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