Aeroporto di Genova, Paroli possibile presidente ad interim
di c.b.
Il futuro dell’Aeroporto di Genova si gioca su due fronti: il rinnovo della governance e la ricerca, mai realmente concretizzata negli ultimi anni, di un partner privato industriale. E proprio in vista dell’assemblea dei soci convocata per martedì, chiamata a nominare il nuovo consiglio di amministrazione, restano ancora aperti diversi interrogativi, a partire da quello sulla presidenza.
Dopo la decisione di non confermare Enrico Musso alla guida della società, scelta che ha suscitato discussioni e malumori, gli azionisti sembrano procedere con strategie differenti. Da una parte la Camera di Commercio di Genova, dall’altra l’Autorità di Sistema Portuale, che controlla il 60% del capitale e detiene quindi la maggioranza.
Secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore, prende quota l’ipotesi che il presidente dell’Authority, Matteo Paroli, possa assumere direttamente la guida del nuovo board con un ruolo di transizione. Un incarico destinato ad accompagnare la società in una fase particolarmente delicata, che potrebbe durare circa un anno, il tempo necessario per definire il percorso verso l’ingresso di un nuovo socio industriale.
Accanto a questa soluzione resta sul tavolo anche la possibilità di individuare una figura tecnica di alto profilo per la presidenza. Tuttavia, nelle valutazioni degli azionisti, la candidatura di Paroli appare sempre più concreta, soprattutto in considerazione della necessità di affrontare rapidamente alcune decisioni strategiche.
Sul fronte delle nomine, la Camera di Commercio sarebbe orientata a confermare gli attuali consiglieri Alessandro Cavo e Daniele Papone, mentre l’Autorità portuale starebbe valutando un completo rinnovo dei tre rappresentanti di propria competenza all’interno del consiglio.
La partita più importante, però, riguarda la valorizzazione della società e il processo di privatizzazione. Nonostante l’accordo sottoscritto in passato dai soci pubblici, le posizioni sembrano ancora distanti, soprattutto sul valore effettivo dello scalo. A evidenziare le differenze sono le valutazioni elaborate dai consulenti incaricati delle analisi preliminari.
Secondo fonti finanziarie, la società di consulenza PwC avrebbe stimato il valore dell’aeroporto in una fascia compresa tra 13 e 15 milioni di euro. Una cifra significativamente inferiore rispetto a quella elaborata dall’economista Alberto Quagli, incaricato successivamente dalla Camera di Commercio, che avrebbe invece indicato una valutazione vicina ai 20 milioni di euro.
Una distanza che, secondo fonti vicine al dossier, ammonta a circa 5 milioni di euro e che riflette approcci differenti sulla prospettiva di sviluppo dello scalo. L’ente guidato da Luigi Attanasio punta a massimizzare il valore dell’asset, ma i numeri delle operazioni recenti raccontano uno scenario diverso: nel 2024 la stessa Camera di Commercio ha acquistato il 15% della società per circa 437 mila euro, una cifra che, applicata all’intero capitale, porterebbe a una valutazione complessiva inferiore ai 3 milioni di euro.
A complicare ulteriormente il quadro contribuiscono alcuni fattori strutturali. La concessione aeroportuale scadrà nel 2029 e, secondo fonti tecniche vicine ai dossier ministeriali, senza un significativo programma di investimenti l’attuale società di gestione rischia di non avere i requisiti necessari per competere efficacemente in vista di un eventuale rinnovo.
A pesare sulle prospettive dello scalo c’è inoltre l’imminente completamento del Terzo Valico ferroviario, infrastruttura destinata a ridurre sensibilmente i tempi di collegamento tra Genova e Milano. Con un viaggio stimato in circa cinquanta minuti, il nuovo collegamento potrebbe modificare i flussi di traffico e incidere ulteriormente sull’attrattività economica dell’aeroporto ligure, rendendo ancora più urgente la definizione di una strategia industriale chiara e condivisa.
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