Addio a Umberto Bossi, "inventò" la Lega Nord e cambiò la politica italiana
di r.s.
In Liguria ebbe come primi sodali Bruno Ravera e Sergio Castellaneta, poi la malattia e l'eclissi da 'padre nobile' di un partito emancipatosi dalla sua figura
È morto a 84 anni Umberto Bossi, fondatore della Lega (prima Lega Lombarda, quindi Lega Nord e infine semplicemente Lega) e figura centrale della politica italiana degli ultimi decenni. Nel corso della sua lunga carriera è stato ministro, senatore, deputato ed europarlamentare, oltre che storico segretario federale della Lega Nord fino al 2012 e successivamente presidente a vita del partito. Agli albori del movimento, ebbe in Liguria storici sodali come Bruno Ravera e Sergio Castellaneta, poi la malattia e la lunga eclissi da 'padre nobile' di un partito ormai differenziatosi da quello prettamente autonomista, se non secessionista.
Bossi (nella foto, in un comizio del 1997 a Piazza De Ferrari) entrò in Parlamento per la prima volta nel 1987, venendo eletto al Senato. Il suo primo incarico di governo arrivò nel 2001, quando fu nominato ministro per le Riforme istituzionali e la devoluzione nel secondo governo Berlusconi, con un ruolo chiave nella promozione del federalismo.
Le sue prime esperienze politiche risalgono agli anni giovanili, quando ebbe contatti con ambienti di sinistra. La svolta arrivò nel 1979, all’Università di Pavia, dove entrò in contatto con il movimento autonomista dell’Union Valdôtaine e con il suo leader Bruno Salvadori. Da quel momento iniziò il suo impegno per la costruzione di una rete di movimenti autonomisti nel Nord Italia.
Nello stesso periodo conobbe Roberto Maroni, con cui instaurò un lungo sodalizio politico. Dopo alcune esperienze nei movimenti autonomisti locali, nel 1980 fondò la sua prima organizzazione politica: l’Unione Nord Occidentale Lombarda per l’Autonomia, primo passo verso la nascita della Lega Nord.
Le reazioni politiche - Numerosi i messaggi di cordoglio dal mondo politico. Pier Ferdinando Casini ha ricordato Bossi come «un indomito lottatore, un uomo rude e scomodo, ma anche profondamente buono», sottolineando come abbia segnato la storia politica italiana.
Anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso il proprio cordoglio, definendolo «leader storico e protagonista del cambiamento in Italia», oltre che grande amico di Silvio Berlusconi.
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