Addio a Tony Dallara, icona della musica italiana: aveva 89 anni

di Anna Li Vigni

2 min, 21 sec

L’artista si è spento a Milano il 16 gennaio 2026 dopo una lunga malattia

Addio a Tony Dallara, icona della musica italiana: aveva 89 anni

È morto a 89 anni Tony Dallara, figura centrale della musica leggera del secondo dopoguerra. L’artista si è spento a Milano il 16 gennaio 2026 dopo una lunga malattia. La notizia della sua scomparsa, confermata da ambienti ufficiali del settore musicale, ha generato un’ondata di commozione nel mondo dello spettacolo e della cultura.

Dalle origini al trasferimento a Milano - Nato a Campobasso nel 1936 con il nome di Antonio Lardera, Dallara si trasferì in giovane età a Milano, allora cuore pulsante dell’industria discografica italiana. Nel capoluogo lombardo sviluppò il proprio percorso artistico, avvicinandosi a generi poco diffusi nel Paese come il jazz e il rock’n’roll, influenze che contribuirono a definire il suo timbro vocale energico e innovativo.

Il fenomeno degli “urlatori”- Tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, Dallara divenne uno dei principali esponenti degli “urlatori”, interpreti che si distaccavano dalla tradizione melodica classica per adottare uno stile più intenso e viscerale. Questa nuova corrente rappresentò una frattura con il passato e accompagnò i profondi mutamenti culturali e sociali dell’Italia del tempo.

I grandi successi discografici -La popolarità arrivò rapidamente. Nel 1958 il brano “Come prima” conquistò il pubblico, affermandosi come uno dei maggiori successi dell’epoca. Nel 1960 arrivò anche la vittoria al Festival di Sanremo con “Romantica”, eseguita in coppia con Renato Rascel, consacrazione che aprì a Dallara una visibilità internazionale. Tra i suoi brani più noti figurano anche “Ti dirò”, “Non partir”, “Brivido blu” e “Bambina, bambina”, testimonianza di una fase di profondo rinnovamento della canzone italiana.

Televisione, cinema e progressivo ritiro dalle scene - Negli anni Sessanta l’artista fu spesso ospite dei principali programmi televisivi e prese parte a pellicole musicali del filone dei musicarelli. Con l’affermarsi di nuove tendenze, come il beat, la sua presenza nel panorama musicale diminuì, senza però intaccare il riconoscimento del ruolo pionieristico svolto.

Una seconda vita artistica nella pittura - Dagli anni Settanta Dallara si dedicò con passione alla pittura, esponendo le proprie opere in diverse mostre. Il suo talento figurativo attirò l’attenzione di importanti intellettuali e artisti, tra cui Dino Buzzati e Renato Guttuso, a conferma di una sensibilità creativa che andava oltre la musica.

Riconoscimenti e ultimi anni - Nel 2001 ricevette dal presidente Carlo Azeglio Ciampi l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica per il contributo dato alla diffusione della canzone italiana. Negli ultimi anni aveva dovuto affrontare gravi problemi di salute; nel 2024 era rimasto in coma per circa due mesi, un’esperienza che aveva successivamente raccontato in un’intervista televisiva.

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