Genova, Il campiello di Ermanno Wolf-Ferrari al Teatro Carlo Felice

di Redazione

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Genova, Il campiello di Ermanno Wolf-Ferrari al Teatro Carlo Felice

La stagione 2025-2026 del Teatro Carlo Felice di Genova salpa verso la Venezia goldoniana del Settecento e prosegue con un titolo raro e prezioso del Novecento musicale italiano: Il campiello di Ermanno Wolf-Ferrari, in scena venerdì 13 marzo alle ore 20.00 (Turno A), domenica 15 marzo alle ore 15.00 (Turno C) e mercoledì 18 marzo alle ore 20.00 (Turno B).

L’opera, su libretto di Mario Ghisalberti dalla commedia omonima di Carlo Goldoni, viene proposta nell’allestimento della Fondazione Arena di Verona, con la regia di Federico Bertolani, le scene di Giulio Magnetto, i costumi di Manuel Pedretti e le luci di Claudio Schmid; assistente alla regia Barbara Pessina. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice salirà Francesco Ommassini; il Coro del Teatro Carlo Felice è preparato da Patrizia Priarone. Ampio il cast degli interpreti vocali con Bianca Tognocchi (Gasparina), Leonardo Cortellazzi (Dona Cate Panciana), Gilda Fiume (Luçieta), Saverio Fiore (Dona Pasqua Polegana), Benedetta Torre (Gnese), Paola Gardina (Orsola), Matteo Mezzaro (Zorzeto), Gabriele Sagona (Anzoleto), Biagio Pizzuti (Il Cavaliere Astolfi), Marco Camastra (Fabrizio Dei Ritorti).

 

Sarà invece in scena martedì 17 marzo alle ore 11 Il campiello: a day in the Goldoni’s world! il nuovo spettacolo di “Opera Faro”, sezione del nuovo progetto Education “Un mare di musica… felice!” che presenta agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado una versione pensata per loro di un’opera in cartellone. Sul medesimo impianto scenico, con la regia di Federico Bertolani e gli interpreti del cast, gli oltre mille studenti previsti – già preparati a scuola dai docenti e dal team Education coordinato da Elisa Moretto – saranno coinvolti anche con azioni performative e un coro per seguire meglio lo svolgimento della drammaturgia (info e prenotazioni educatuon@carlofelice.it).

 

«Portare Il campiello al Teatro Carlo Felice – dichiara il sovrintendente Michele Galli – significa accogliere nel nostro cartellone un titolo poco eseguito che ci fa scoprire una Venezia musicale non da cartolina, uno scorcio di comunità settecentesca fatta di relazioni e anche di conflitti che hanno origine nel teatro immortale di Goldoni. In una città come Genova, che con Venezia condivide una storia marinara e una forte identità urbana, questo titolo assume un significato particolare: racconta una collettività che si riconosce nel proprio spazio, come accade intorno al nostro Teatro. Wolf-Ferrari restituisce con misura e raffinatezza il respiro corale di Goldoni e lo fa con una scrittura che unisce chiarezza e profondità. È un’opera rara che merita di essere riscoperta e che si inserisce nel percorso della nostra Stagione, attenta tanto ai grandi capolavori del repertorio quanto ai titoli meno frequentati».

 

Composta nel 1936 e rappresentata per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano, Il campiello appartiene al cosiddetto “ciclo goldoniano” di Wolf-Ferrari, compositore veneziano nato nel 1876 da padre tedesco e madre italiana. La sua formazione – divisa tra Venezia e Monaco di Baviera – ne segna profondamente lo stile, in equilibrio tra chiarezza formale e raffinatezza armonica, tra nostalgia settecentesca e sensibilità novecentesca. Goldoni fu per Wolf-Ferrari un riferimento costante, quasi un legame identitario. Non si tratta di un semplice recupero filologico: Il campiello è una reinvenzione musicale di quel microcosmo popolare che anima la commedia goldoniana, depurata dagli aspetti più marcatamente sociali e concentrata su un affresco corale di vita quotidiana.

 

La vicenda si svolge nel Settecento, in una piccola piazza veneziana – un campiello appunto –, tra gelosie, corteggiamenti, schermaglie e piccoli conflitti domestici. Al centro, la giovane Gasparina, desiderosa di emanciparsi dal ristretto orizzonte del campiello, e il Cavaliere Astolfi, forestiero affascinante e un po’ avventato. Attorno a loro si muove una comunità intera: madri vedove, fidanzati gelosi, venditori ambulanti, pettegolezzi e improvvise riconciliazioni. È un teatro d’insieme dove protagonista è il gruppo.

 

Dal punto di vista musicale, Wolf-Ferrari recupera il modello dell’opera buffa settecentesca – grandi finali d’atto, intrecci serrati, alternanza di sezioni contrastanti – ma lo rilegge con una scrittura orchestrale attentissima al colore. Il breve preludio introduce una “tinta” malinconica con una melodia sospesa che tornerà ciclicamente fino all’“addio a Venezia” conclusivo. Questo motivo, che non appartiene a un singolo personaggio ma all’insieme, diventa simbolo della città stessa, presenza evocata con nostalgia e discrezione. La scrittura vocale privilegia un declamato fluido, modellato sulle inflessioni della parola, in cui il dialetto convive con l’italiano secondo la distinzione sociale propria della commedia goldoniana. L’orchestra struttura l’azione, sottolinea ingressi e uscite, caratterizza i personaggi attraverso motivi ricorrenti e contrasti timbrici. Ne emerge un’opera in cui la vitalità scenica si intreccia a un sottile velo di malinconia: sotto la leggerezza dei dialoghi affiora una consapevolezza del tempo che passa, del distacco, della memoria. Il momento conclusivo, in cui Gasparina saluta Venezia prima di partire, assume un valore emblematico: il campiello diventa metafora di un’origine da cui ci si allontana per crescere, ma che resta come “fondamenta” della memoria.

 

Nel contesto della Stagione 2025-2026, dedicata ai “Naviganti”, Il campiello offre una declinazione particolare del tema: non la traversata epica o metafisica ma la dimensione quotidiana di chi vive in una comunità affacciata sull’acqua, in una città che è da sempre crocevia di partenze e ritorni.

 

L’allestimento della Fondazione Arena di Verona, che lo ha messo in scena al Teatro Filarmonico nel 2024, restituisce l’atmosfera settecentesca, evitando ogni eccesso oleografico. La regia di Federico Bertolani lavora sui rapporti tra i personaggi, mettendo in evidenza la dimensione comunitaria del racconto. Le scene di Giulio Magnetto delineano uno spazio unitario, luogo di incontro e di conflitto; i costumi di Manuel Pedretti evocano con eleganza la Venezia dell’epoca; le luci di Claudio Schmid accompagnano le diverse ore del giorno, dal chiarore mattutino fino alla festa serale.

 

Anche per Il campiello il Teatro Carlo Felice propone un percorso di divulgazione articolato con i consueti due incontri di presentazione al Teatro Auditorium Eugenio Montale: giovedì 5 marzo, alle ore 18, Venezia tra ironia e vita quotidiana appuntamento con gli studenti del Liceo Musicale “Sandro Pertini” che – in collaborazione con l’Associazione Carlo Felice Young – presentano l’opera ai loro coetanei e a tutti coloro che vogliono partecipare; sabato 7 marzo, alle ore 16 – in collaborazione con gli Amici del Teatro Carlo Felice e del Conservatorio “Niccolò Paganini” – conversazione con Massimo Arduino intitolata Il campiello. Le allegre comari di Venezia. Poi non mancano le introduzioni all’ascolto di circa 30 minuti che gli spettatori delle singole recite potranno seguire in Sala Paganini, da 45 minuti prima dell’inizio, a cura degli allievi del Conservatorio “Niccolò Paganini” con il coordinamento di Federico Pupo direttore artistico del Carlo Felice.

 

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venerdì 13 marzo 2026, ore 20 Turno A

domenica 15 marzo 2026, ore 15 Turno C

mercoledì 18 marzo 2026, ore 20 Turno B

 

Il campiello

Commedia lirica in tre atti

Musica di Ermanno Wolf-Ferrari

Libretto di Mario Ghisalberti dalla commedia omonima di Carlo Goldoni

Prima rappresentazione Milano, Teatro alla Scala, 11 febbraio 1936

 

Direttore Francesco Ommassini

Regia Federico Bertolani

Scene Giulio Magnetto

Costumi Manuel Pedretti

Luci Claudio Schmid

Assistente alla regia Barbara Pessina

 

Gasparina Bianca Tognocchi

Dona Cate Panciana Leonardo Cortellazzi

Luçieta Gilda Fiume

Dona Pasqua Polegana Saverio Fiore

Gnese Benedetta Torre

Orsola Paola Gardina

Zorzeto Matteo Mezzaro

Anzoleto Gabriele Sagona

Il Cavaliere Astolfi Biagio Pizzuti

Fabrizio dei Ritorti Marco Camastra

 

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice di Genova

Maestra del Coro Patrizia Priarone

 

Allestimento della Fondazione Arena di Verona

 

 

Costo dei biglietti

Biglietti da 15 a 100 euro / riduzioni Under18 – Over60 e disabili

Per le attività del 22 gennaio > (Biglietti per persone con +75% di disabilità e relativi accompagnatori): Palchi e fila 32: € 30 - Secondo settore: € 37,50

 

Biglietterie

Teatro Carlo Felice Galleria Cardinal Siri 6 – 16121 Genova

Apertura da lunedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 19.00.

Per gli spettacoli serali o i concerti la domenica mattina l’apertura è un’ora prima dell’inizio e la chiusura 15 minuti

dopo l’inizio. Per gli spettacoli pomeridiani o serali di domenica l’apertura è due ore prima dell’inizio e la chiusura

15 minuti dopo l’inizio.

Teatro Della Gioventù Via Cesarea 16 – 16121 Genova

Consultare il sito per i periodi e gli orari di apertura

Biglietteria on-line vivaticket.com (biglietto@printhome)

 

Informazioni Teatro Carlo Felice

Telefono +39 010 5381.433 oppure +39 010 5381.399 e-mail: biglietteria@carlofelice.it

 

 

Fondazione Teatro Carlo Felice Ufficio stampa

Floriana Tessitore +39 3387339981

tessitore@carlofelice.it

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