Accoltellamento sul bus, l'aggressore: "Ho avuto paura, mi ha tirato un calcio e ho reagito"
di Claudio Baffico
"Ho avuto paura, mi ha tirato un calcio. Per questo ho reagito". È questa la versione fornita al suo legale, l’avvocato Massimiliano Germinni, dal 15enne arrestato per tentato omicidio dopo l’accoltellamento avvenuto sabato sera a Genova. Il ragazzo ha spiegato di aver iniziato a portare con sé un coltello dopo un precedente diverbio, temendo che anche il coetaneo potesse essere armato. Una ricostruzione che, però, sarebbe in parte smentita dalle telecamere di sorveglianza del bus.
Il giovane, nato a Genova da genitori albanesi, si trova ora nel centro di prima accoglienza per minori di via Frugoni. È stato individuato in poche ore dagli investigatori della Squadra Mobile, coordinati da Carlo Bartelli e dal vice Antonino Porcino. Dopo l’aggressione era tornato a casa per cambiarsi i vestiti sporchi di sangue, per poi uscire nuovamente. L’arma utilizzata non è stata ancora ritrovata. Nei prossimi giorni comparirà davanti al gip del tribunale per i minorenni per l’udienza di convalida.
L’episodio si è verificato sabato sera a bordo dell’autobus della linea 7, mentre il mezzo transitava a Rivarolo, in piazza Pallavicini. Il 15enne avrebbe riconosciuto il 14enne con cui aveva avuto uno screzio due settimane prima, nato – secondo quanto emerso – per una spallata. Dopo averlo chiamato, tra i due è scoppiato uno scontro fisico.
Durante la lite il più grande ha estratto il coltello e ha sferrato due fendenti, uno all’addome e uno al torace, vicino al cuore. Il 14enne è stato soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale Villa Scassi di Genova, dove è stato operato nella notte tra sabato e domenica. È ancora in prognosi riservata, ma non sarebbe in pericolo di vita.
Determinante per accelerare i soccorsi è stata la chiamata al 112 di una passeggera che ha assistito alla scena e fornito una prima descrizione dell’aggressore. All’accoltellamento ha assistito anche il fratellino della vittima, che ha poi riferito agli inquirenti i precedenti contrasti tra i due ragazzi.
Per i genitori del 15enne potrebbe inoltre scattare una sanzione amministrativa per il porto dell’arma da parte del figlio, un aspetto secondario rispetto alla gravità dell’accusa che ora pesa sul giovane, già noto alle forze dell’ordine ma privo di precedenti penali.
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