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A Trieste la riunione dell'International Port Community System Association: focus sulle tecnologie

di Redazione

Presenti i principali attori dello shipping e della logistica

L'adozione di iniziative per facilitare lo scambio di dati tra i diversi attori della catena logistica, il ruolo dei Port Community Systems nel trasporto verso l'hinterland, specialmente quello ferroviario, e l'applicazione della blockchain al settore portuale. Sono alcuni temi affrontati nella riunione, ospitata a Trieste, dell'International Port Community System Association (Ipcsa), di cui l'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale è membro. L'organismo riunisce i principali attori globali di shipping e logistica per trovare le migliori soluzioni tecnologiche e aumentare efficienza, integrazione e sostenibilità del trasporto marittimo.

Per l'Authority, si legge in una nota, l'applicazione delle nuove tecnologie è elemento essenziale per l'innovazione e la competitività del porto, in particolar modo tramite il proprio Port Community System-Sinfomar. La riunione Ipcsa è stata organizzata nell'ambito del progetto Ursa Major neo, co-finanziato dal Programma Cef (Connecting Europe Facility), uno dei dieci progetti europei nel settore Ict in cui l'Authority è impegnata con un budget di circa 3,4 milioni di euro. Quattro di questi mirano a rendere più efficiente l'ingresso e uscita delle merci via camion, cinque quello via treno e uno quello delle navi. "Non molti in Europa possono vantare un Port Community System come il nostro - ha detto il presidente Zeno D'Agostino - il Sinfomar è ormai integrato digitalmente con tutte le attività del porto, sia sul lato mare che sul lato terra. La sfida su cui stiamo lavorando è integrare tutto il sistema portuale, includendo anche gli interporti". 

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