3° Forum Energia, Timperi (Eni): "Batterie al litio, a Brindisi una Gigafactory strategica per l’autonomia europea”

di Redazione

Una Gigafactory per batterie stazionarie al litio-ferro-fosfato nascerà a Brindisi, all’interno di un impianto industriale del petrolchimico Eni. Un progetto che punta a rafforzare la filiera italiana ed europea dell’accumulo energetico e che, a regime, soddisferà il 10% della domanda europea di sistemi di storage prevista al 2030.

A illustrarne obiettivi e prospettive è Stefania Timperi, che definisce l’iniziativa “un progetto molto ambizioso e strategico”, destinato a rafforzare “la capacità produttiva dell’Italia nell’ambito delle batterie di accumulo”.

L’impianto sarà sviluppato da Eni insieme a Seri Industrial, azienda già attiva nel settore delle batterie al litio attraverso la controllata FIB, che dispone di un impianto pilota a Teverola. L’obiettivo è creare una filiera integrata che comprenda produzione di celle, assemblaggio dei sistemi di accumulo, realizzazione della materia attiva catodica al litio-ferro-fosfato e attività di riciclo.

“L’ambizione è quella di creare un polo industriale integrato che coprirà l’intera catena del valore”, spiega Timperi, sottolineando come il progetto rappresenti anche un ingresso in “un mercato completamente nuovo, ad elevato contenuto tecnologico e industriale”.

Secondo le stime illustrate, la partnership tra Eni e Seri Industrial arriverà a produrre circa 16 gigawattora. “È un numero molto importante – osserva Timperi – che dà l’idea di quanto Eni stia lavorando per accelerare lo sviluppo dei sistemi di accumulo”.

Accanto alla dimensione industriale, centrale resta però il tema regolatorio. Per Timperi, infatti, la crescita di una filiera europea delle batterie passa necessariamente attraverso strumenti normativi e incentivi mirati. Tra i provvedimenti più rilevanti cita il Net-Zero Industry Act e l’Industrial Accelerator Act, che introducono target per aumentare la produzione europea di tecnologie pulite entro il 2030.

“Questi strumenti rappresentano un inizio per mitigare la dipendenza strategica dell’Europa”, afferma, riferendosi alla forte concentrazione delle catene di approvvigionamento in alcune aree extraeuropee.

Timperi chiede inoltre che principi analoghi vengano applicati anche ai meccanismi italiani di sostegno agli accumuli energetici, a partire dalle aste MACSE, che prevedono l’installazione di 71 gigawattora aggiuntivi di sistemi di accumulo tra il 2025 e il 2030.

“Sarà necessario individuare contingenti di aste dedicati a sistemi di accumulo che utilizzano celle prodotte in Europa”, sostiene, spiegando che questa scelta potrebbe favorire la nascita di una vera filiera industriale europea e italiana, replicando quanto già avvenuto nel settore delle energie rinnovabili.

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