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2Africa, il cavo sottomarino da 37mila chilometri approda a Genova

di Marco Innocenti

Equinix e Vodafone costruiranno il loro nuovo hub alla Foce: sarà lo snodo strategico di una nuova "autostrada dei dati" ultraveloce

Un cavo sottomarino lungo ben 37mila chilometri, sufficiente a fare quasi il giro del mondo, che unirà Genova con 16 paesi nel mondo, circumnavigando il continente africano. Si chiama 2Africa e in realtà è un sistema di cavi che Equinix e Vodafone faranno arrivare sotto la Lanterna, dove costruiranno un nuovo hub di attracco nella zona della Foce.

Un progetto che promette di dare ulteriore impulso all'implementazione dello sviluppo del 5G e della connettività a banda larga per milioni di utenti e aziende di qualsiasi dimensione in tutta Europa. Un progetto, poi, che unito al già presentato BlueMed, conferma la vocazione di Genova al ruolo di porta non solo del nostro paese ma di tutto il continente.

“Si è cominciato con le merci, poi con le persone e la cultura – ha detto il sindaco di Genova Marco Bucci – Oggi possiamo dire che a cose, persone cultura, aggiungiamo anche i dati, che sono il sistema del futuro. Genova sta dimostrando di essere il punto più vantaggioso per arrivare al centro dell'Europa per portare i dati. Poi ci vogliono anche le competenze per gestire questi dati e che le aziende vengano qui da noi. L'amministrazione ha anche la responsabilità di non deludere queste aziende, abituate ad un'altissima efficienza, a fare le cose bene e in fretta”.

“Questo è il cavo più importante – ha aggiunto Emmanuel Becker, managing director di Equinix - perché darà una grande performance in termini di sicurezza e non solo a tutti i cittadini, prima di tutto della città di Genova, ma anche per tutta la Liguria e l'Italia. Questo cavo diverrà una porta d'ingresso dei dati da e verso tutto il mondo”.

La città, poi, farà la sua parte, con un progetto da un miliardo di euro già presentato al Ministero per ottenere l'accesso alle risorse del Recovery Fund. “E' un piano – ha spiegato il sindaco Bucci - che presuppone tutta una serie di attività intorno allo sbarco di questi dati intorno alla cyber security ma non solo, anche alla sicurezza idrogeologica del territorio. In questo momento è al vaglio del ministero e dell'Unione Europea e speriamo davvero che ce lo approvino”.