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Via della Seta, Signorini: "Le ricadute si vedranno nei prossimi mesi"

di Redazione

Il presidente dell'AdSp: "Non vedo grandi rischi, mi sembra un passo positivo"

“One Belt, One Road”: è il nome ufficiale del progetto cinese ribattezzato Via della Seta destinato a collegare l'Asia, all'Europa e all'Africa, ma soprattutto a mettere la Cina moderna al centro dei traffici economici mondiali. L’Italia è adesso impegnata in un accordo bilaterale con la Cina e giovedì il presidente Xi Jinping dovrebbe firmare con le autorità italiane una serie di memorandum. Non veri accordi vincolanti ma una serie di linee guida per definire il futuro.

"Il governo sta ultimando le verifiche sui testi da firmare. Contiamo nella giornata di avere queste definitive verifiche e, nella giornata di domani, ne sapremo di più - ha spiegato -. Direi che l'argomento grosso è la firma del bilaterale tra Italia e Cina sulla 'Belt and Road Initiative'. Questo è il passo più importante che viene adottato in questa visita" del presidente cinese in Italia, "a valle del summit che è stato fatto l'anno scorso a Pechino - ha affermato -. Poi le ricadute più operative, con i singoli progetti, direi che matureranno nei prossimi mesi".

Un passo che potrebbe essere definito storico ma che sta destando qualche preoccupazione per le relazioni internazionali dell'Italia. I timori, provenienti soprattutto dagli Stati Uniti, riguardano le possibili cessioni di infrastrutture ritenute fondamentali per l'egemonia economica del mondo occidentale. Su questo aspetto ha fatto chiarezza il presidente dell'autorità portuale Paolo Emilio Signorini che vede nella nuova Via della Seta una grande opportunità per il futuro dell'Italia ma anche di Genova.

"Ritengo che l'appartenenza dell'Italia alla sfera occidentale sia del tutto indiscutibile ma non spetta a me dirlo perché sono decisioni del governo. Anche dal punto di vista industriale e commerciale a Genova si manterrà un grande equilibrio e non vedo grandi rischi. Tutti gli operatori italiani, pubblici e privati, si muoveranno per stringere accordi commerciali con la controparte cinese quindi mi sembra senz'altro un passo positivo."