Venezuela-Genova, due sit-in contrapposti: in San Vincenzo venezuelani esultano per cacciata di Maduro, a Corvetto sinistra italiana accusa gli USA

di R.C.

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Nessuna tensione a differenza di quanto accaduto a Roma, dove due venezuelani sono andati al sit-in Cgil polemizzando aspramente con i manifestanti italiani

Venezuela-Genova, due sit-in contrapposti: in San Vincenzo venezuelani esultano per cacciata di Maduro, a Corvetto sinistra italiana accusa gli USA

A Genova non c'è stato contatto, a differenza di Roma dove alcuni cittadini venezuelani sono andati al presidio Cgil contro il blitz USA a Caracas, rinfacciando ai manifestanti italiani di non poter parlare di una situazione non vissuta di persona, con gli animi che si sono immediatamente accesi. Ma anche nella nostra città, in poco meno di un km di distanza, ci sono stati due sit-contrapposti. A Largo Lanfranco, dalle 18, AnpiArciEmergency GenovaCgil, Pd, Alleanza Verdi Sinistra, Rifondazione Comunista, Sinistra Anticapitalista, Partito Comunista Italiano, Fgci e Partito Comunista dei Lavoratori  hanno manifestato, adducendo violazione del diritto internazionale in chiave imperialista, contro il blitz USA che ha visto il presidente venezuelano Nicolas Maduro ammanettato dagli uomini delle forze speciali e portato a New York per essere processato.

Alle 19 è stata la volta della comunità venezuelana, all'incrocio tra via San Vincenzo e via Galata, con manifestanti nativi del Paese sudamericano che inalberavano cartelli contro Maduro, festeggiandone la deposizione. In giornata, con un comunicato a firma della portavoce Ivonne Torres Tacle, la Comunità Venezuelana di Genova aveva contestato la posizione del PD ligure e di altri gruppi politici, giudicando inaccettabile parlare del Venezuela senza conoscere la realtà vissuta dai cittadini. I venezuelani ricordano la grave crisi umanitaria, economica e democratica che ha causato l’esodo di oltre 8 milioni di persone e denunciano come una distorsione della verità parlare di “aggressione” senza citare le responsabilità del regime, rifiutando lezioni su pace e democrazia da chi ignora l’oppressione subita e chiedendo rispetto, ascolto e verità, sottolineando che la solidarietà non deve diventare complicità ideologica".

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