UE rassicura sul jet fuel, ma la crisi nello Stretto di Hormuz agita i mercati energetici
di Redazione
La Commissione europea mantiene toni prudentemente rassicuranti sulla disponibilità di carburante per aerei nell’Unione europea, mentre sullo scenario internazionale cresce la tensione legata alla crisi nello Stretto di Hormuz, con effetti diretti sul mercato energetico globale.
“Al momento non c’è alcuna carenza di carburante per aerei, ma naturalmente dobbiamo prepararci a tutte le eventualità”, ha dichiarato il viceportavoce capo della Commissione europea Olof Gill durante il consueto briefing con la stampa a Bruxelles. Una posizione che conferma la linea già espressa nei giorni precedenti dai commissari europei all’Energia e ai Trasporti.
Secondo l’esecutivo comunitario, il gruppo di coordinamento sul petrolio (Oil Coordination Group) si è già riunito la scorsa settimana e tornerà a confrontarsi a breve per monitorare l’evoluzione della situazione. La priorità resta garantire la disponibilità di jet fuel, considerato un elemento strategico per la continuità del traffico aereo.
La portavoce della Commissione Eva Hrncirova ha sottolineato come l’Unione disponga di una significativa capacità di raffinazione interna, in grado di contribuire a stabilizzare l’approvvigionamento in caso di criticità. Allo stesso tempo, Bruxelles non esclude l’attivazione di strumenti di flessibilità previsti dalla normativa europea, che potrebbero includere misure sul coordinamento degli slot aeroportuali o deroghe temporanee alle regole operative del traffico aereo.
Tuttavia, i dettagli sulle scorte disponibili e sui meccanismi di redistribuzione tra gli aeroporti restano riservati, in quanto considerati sensibili.
Il quadro si complica a livello globale con il riaccendersi delle tensioni nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico mondiale. La crisi ha già avuto un impatto diretto sui prezzi del carburante per aerei, quasi raddoppiati dall’inizio del conflitto, secondo le stime del settore.
Il carburante aeronautico, ricorda l’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo, rappresenta circa il 30% dei costi operativi delle compagnie, rendendo il settore particolarmente esposto alle oscillazioni del mercato energetico.
Anche l’Agenzia Internazionale dell’Energia Agenzia Internazionale dell'Energia ha evidenziato la forte dipendenza globale dalle esportazioni dell’area del Golfo, sottolineando come le attuali tensioni stiano “sconvolgendo i meccanismi interni del mercato del carburante per l’aviazione”. In un recente allarme, il direttore dell’agenzia Fatih Birol ha avvertito che l’Europa potrebbe avere margini di sicurezza limitati sulle scorte, ipotizzando scenari critici in caso di protrarsi della crisi.
Bruxelles, pur escludendo al momento scenari di emergenza immediata, continua a monitorare la situazione e si prepara a intervenire con strumenti straordinari qualora il contesto internazionale dovesse ulteriormente peggiorare.
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