Tunnel Fontanabuona dopo mezzo secolo?

di Paolo Lingua

Tunnel Fontanabuona dopo mezzo secolo?

Dalle notizie ufficiali e dai commenti positivi delle istituzioni amministrative sembra che dal prossimo anno potrebbero decollare i primi Lavori per la realizzazione del tunnel  della Val Fontanabuona che dovrebbe collegare, con un percorso rapido e diretto, la costa del levante genovese con l’immediato entroterra, superando i tortuosi percorsi stradali  che rendono lente le comunicazioni e i passaggi. Del tunnel della Val Fontanabuona si parla, purtroppo, come accade sovente per i progetti del nostro territorio, da quasi mezzo secolo, quando si era cominciato A discutere a tutti i livelli politici della opportunità di rendere più veloci le comunicazioni per le vallate dell’entroterra chiavarese in seria difficoltà per i limiti dei passaggi stradali e per i danni indiretti provocati alle attività economiche. L’entroterra chiavarese ha un buon potenziale economico e di sviluppo, ma ha sempre subito pesanti danni dalle difficoltà di comunicazione.  Del tunnel si è cominciato a parlare addirittura da parte di quello che è stato per mezzo secolo il leader politico della Liguria, Paolo Emilio Taviani. La questione aveva accentuato i termini del dibattito politico soprattutto quando Taviani, negli anni Ottanta, aveva lasciato il governo ed era stato eletto senatore nel collegio di Chiavari che abbracciava la costa del levante genovese e gran parte dell’entroterra. Il dibattito però era stato più formale che sostanziale, perché poi  erano emerse obiezio0ni sui costi e su eventuali questioni urbanistiche ed ecologiche. In realtà il progetto era rimasto teorico e sulla carta, senza una struttura operativa specifica. Poi, negli anni Novanta e all’inizio degli anni Duemila , il dibattito era stato ripreso. Ma sempre in chiave più teorica che concreta, mentre però le esigenze di un entroterra che aveva interessi economici e turistici importanti  si facevano sempre più pressanti. Il Tunnel della Val Fontanabuona va annoverato tra le tante strutture di comunicazione che in Liguria sono rimaste lettera morta, tanto è vero che si discute ancora sulla cosiddetta Gronda autostradale il c8uoi progetto sembra perduto nei corridoi dei ministeri a Roma e sul raddoppio ferroviario del Ponente  che pure è decollato, sulla carta, nel primo dopoguerra. Lo stesso Terzo Valico ha impiegato quasi trent’anni a decollare e sarà ultimato, pare, entro il 2024.  La Liguria, vale la pena di fare un riflessione adeguata, nonostante la sua collocazione geografica e le difficoltà di comunicazione, proprio per le realtà portuali e per i collegamenti economici di importanza strategica per raggiungere l’area padana e il centro dell’Europa, è stata incomprensibilmente ”punita” anche a livello governativo in quelle che sono le sue maggiori esigenze strategiche. Gravi limiti delle amministrazioni locali – di tutte le coalizioni politiche – e dei governi che si sono succeduti. Ora, sulla base delle ultime notizie ufficiali, per la realizzazione del Tunnel sarebbero previsti oltre 200 mili9oni dei fondi europei per le infrastrutture. Una spinta determinante, considerato che, anche secondo una valutazione della Regione,  il Pil della Liguria è previsto in netta crescita per i prossimi anni e sono importanti quindi i collegamenti per valorizzare soprattutto le zone potenziali dell’entroterra sino sacrificate dai limiti ci comunicazione e di servizio.  Nei giorni scorsi i vertici della Confindustria a Genova si sono mossi, in un incontro pubblico a Cicagna, per spingere il progetto che potrebbe decollare, con i primi lavori, sin dal prossimo anno. Speriamo che finalmente sia la volta buona. Magari si potrebbe intitolare il tunnel a Paolo Emilio Taviani per dare un segno di quella che è stata la storia della Liguria nel dopoguerra.