Troppa energia rinnovabile, una rete sotto pressione: così l’IA può ridurre gli sprechi
di R.P.
L’analisi di grandi quantità di dati può migliorare la previsione della produzione da fotovoltaico ed eolico e anticipare variazioni della domanda
La rapida crescita di fotovoltaico ed eolico sta cambiando profondamente il funzionamento dei sistemi elettrici. Ma quando la produzione da fonti rinnovabili supera la capacità della rete di assorbirla e trasportarla, una parte dell’energia deve essere limitata o addirittura non prodotta. È il fenomeno del curtailment, una delle inefficienze più rilevanti della transizione energetica. Lo scrive Susanna Dorigoni su agendadigitale.eu.
Congestioni della rete, picchi di produzione, domanda insufficiente e vincoli infrastrutturali possono costringere gli operatori a ridurre la generazione rinnovabile proprio nei momenti in cui sole e vento sono più disponibili. Il risultato è un paradosso: mentre aumenta la capacità di produrre energia pulita, una parte di quella stessa energia rischia di andare sprecata.
Il problema non riguarda soltanto il funzionamento della rete. Il curtailment ha conseguenze economiche per il sistema elettrico, può ridurre la redditività degli investimenti in nuovi impianti e trasferire costi sulla collettività. Con la crescita delle rinnovabili non programmabili, gestire questi squilibri diventerà quindi sempre più importante.
È in questo scenario che l’Intelligenza Artificiale può assumere un ruolo strategico. L’analisi di grandi quantità di dati può migliorare la previsione della produzione da fotovoltaico ed eolico e, allo stesso tempo, anticipare variazioni della domanda e possibili congestioni della rete.
Previsioni più accurate consentono agli operatori di programmare con maggiore precisione il dispacciamento e di utilizzare in modo più efficiente le risorse flessibili, come sistemi di accumulo, domanda flessibile e altre tecnologie in grado di reagire rapidamente alle variazioni del sistema.
L’IA, quindi, non elimina i vincoli fisici della rete, ma può contribuire a gestirli in modo più intelligente: prevedendo dove e quando potrebbero verificarsi congestioni, ottimizzando l’impiego delle risorse disponibili e riducendo, quando possibile, la necessità di limitare la produzione rinnovabile.
In una fase in cui la capacità installata di fotovoltaico ed eolico continua a crescere, rendere la rete più flessibile e prevedibile diventa una condizione essenziale per evitare che la transizione energetica produca nuove inefficienze. E l’intelligenza artificiale può diventare uno degli strumenti con cui affrontare questa sfida.
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