Energia, dall’anticipo sui dividendi 130 milioni di maggior gettito: gli effetti sui conti pubblici

di R.P.

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Il nuovo decreto sulle accise interviene sulla fiscalità del comparto energetico e introduce una serie di misure con effetti finanziari distribuiti tra il 2026 e il 2028

Energia, dall’anticipo sui dividendi 130 milioni di maggior gettito: gli effetti sui conti pubblici

Il nuovo decreto-legge sulle accise mette in campo un pacchetto di interventi destinati a incidere sui conti pubblici nel prossimo triennio. Tra le misure previste assume particolare rilievo quella relativa all’anticipo sui dividendi, dalla quale il Governo stima un maggior gettito pari a circa 130 milioni di euro.

È quanto emerge dalla relazione tecnica che accompagna il provvedimento, ora atteso all’esame del Parlamento. Il documento fotografa un quadro finanziario articolato, nel quale le diverse disposizioni producono effetti differenti sui singoli esercizi e richiedono quindi una valutazione complessiva dell’impatto sul bilancio dello Stato.

Il decreto interviene su più fronti. Da un lato sono previste misure sulla fiscalità applicata al comparto energetico, dall’altro vengono introdotte nuove restrizioni sulle sponsorizzazioni riconducibili al gioco legale. Il provvedimento comprende inoltre il rifinanziamento di strumenti destinati alla politica economica.

Nel complesso, le misure determinano una combinazione di maggiori entrate, minori gettiti e nuovi oneri, con effetti che si distribuiscono nell’arco temporale 2026-2028. L’anticipo sui dividendi rappresenta uno degli interventi destinati a generare un effetto positivo sul gettito, con una stima di 130 milioni di euro.

Particolare attenzione è riservata anche agli interventi che riguardano il settore energetico, considerato il peso che la relativa fiscalità può avere sia sulle entrate pubbliche sia sugli operatori della filiera. Le disposizioni sulle accise si inseriscono in questo quadro più ampio di revisione e aggiornamento del sistema fiscale.

La relazione tecnica evidenzia quindi la necessità di considerare le singole misure non isolatamente, ma alla luce del loro impatto complessivo sui saldi di finanza pubblica. Alcuni effetti si concentreranno sull’esercizio 2026, mentre altri si rifletteranno sugli anni successivi, rendendo il periodo 2026-2028 l’orizzonte di riferimento per la valutazione finanziaria del provvedimento.

Il decreto è ora atteso al vaglio del Parlamento, dove potranno essere apportate modifiche al testo e, di conseguenza, anche agli effetti finanziari stimati nella relazione tecnica.

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