Trieste accoglie la MSC Diana, la portacontainer più grande mai lavorata in porto

di Luca Pandimiglio

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Con i suoi 400 metri di lunghezza, 59 di larghezza e una capacità di circa 19.000 container, è la più grande nave portacontainer attraccata nello scalo giuliano

Trieste accoglie la MSC Diana, la portacontainer più grande mai lavorata in porto

Al Molo VII del porto di Trieste è arrivata la MSC Diana: con i suoi 400 metri di lunghezza, 59 di larghezza e una capacità di circa 19.000 container, è la più grande nave portacontainer attraccata nello scalo giuliano. Ma, soprattutto, è quella che ha richiesto il maggiore sforzo operativo mai affrontato finora dal terminal container.

La portacontainer, partita da Singapore, resterà a Trieste fino a mercoledì sera. In questi giorni il porto è al lavoro senza sosta: sono previste circa 4.200 operazioni tra carico e scarico dei container, un’attività intensa che coinvolge direttamente centinaia di persone. Per tre giorni sono infatti programmati oltre mille avviamenti di lavoratori, per un totale di circa 6.000 ore di lavoro.

Dopo la partenza della Diana, al Molo VII è attesa un’altra grande nave lunga circa 370 metri, seguita poi dalla New York, con dimensioni simili. Un susseguirsi di arrivi che racconta un porto in piena attività, alle prese con una fase di traffici particolarmente sostenuta.

A dare ulteriore continuità a questo momento positivo sarà, dall’inizio di aprile, il nuovo servizio regolare Dragon di MSC, che collegherà in modo stabile Asia, Mediterraneo e costa orientale degli Stati Uniti. Trieste entrerà nella rotazione come primo porto del Mediterraneo dopo Singapore, con una toccata settimanale fissa: un ruolo di primo piano nelle grandi rotte intercontinentali.

«L’arrivo della MSC Diana è la dimostrazione concreta di quanto questi traffici siano in grado di generare lavoro - spiega Marco Consalvo, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale -. Parliamo di occupazione diretta in porto, resa possibile anche dal contributo dell’Agenzia del Lavoro Portuale, e di traffici sempre più legati ai mercati di destinazione, con una quota crescente di container pieni. In questo quadro, l’avvio del servizio Dragon rappresenta un’ulteriore spinta, soprattutto per l’export».

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