Traverso (Siap): "Il fallimento di ieri non si risolve spremendo i poliziotti di oggi"

di Redazione

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Traverso (Siap): "Il fallimento di ieri non si risolve spremendo i poliziotti di oggi"

I problemi di sicurezza a Genova non sono nati oggi, ma vengono volutamente cavalcati per alimentare un clima di costante allarme mediatico. Chi ha governato la città prima di questa
giunta ha fallito sul tema della sicurezza, lasciando irrisolti nodi strutturali che oggi si vorrebbero sanare spremendo il personale in divisa con operazioni spot.
I reati, il degrado urbano, lo spaccio e le sacche di violenza legati alla tossicodipendenza nelle aree più sensibili sono gli stessi di tre anni fa.

Il fallimento delle politiche della precedente amministrazione è un dato oggettivo: allora non furono trovate soluzioni adeguate, e oggi ci ritroviamo a gestire le medesime criticità, aggravate da un dibattito pubblico ridotto a un costante "otto volante" emotivo.

La sicurezza è diventata terreno di speculazione elettorale,
con picchi di allarmismo ingegnerizzati ad arte ogni volta che un leader politico di turno sbarca a Genova per fare
campagna elettorale.

Questa rincorsa continua alla risposta mediatica ricade interamente sulle spalle delle donne e degli uomini in divisa. 

Assistiamo a una propaganda quotidiana fatta di annunci roboanti: da un lato i servizi "Alto Impatto" della
Polizia di Stato, dall'altro le operazioni a "Largo Raggio" della Polizia Locale. 

Dietro questa facciata di controllo
capillare si nasconde la realtà di organici ridotti all'osso, spremuti oltre ogni limite tollerabile per dare risposte di
facciata ma prive di efficacia a lungo termine.

Il Reparto Prevenzione Crimine della Liguria è stato ormai trasformato in un'appendice della Questura per
effettuare interventi sul territorio a macchia di leopardo, un metodo che frammenta le forze e logora il personale
senza disarticolare le vere reti criminali. 

Questa situazione non è più tollerabile. 

Come sindacato di categoria abbiamo il dovere primario di tutelare il personale e la dignità professionale dei lavoratori della Polizia di Stato ed esprimiamo la nostra solidarietà anche ai lavoratori della Polizia Locale anche loro sotto pressione.

Per questa ragione abbiamo già dato mandato ai nostri legali per avviare iniziative di tutela legale a difesa della categoria.
"Non accetteremo che si creino aspettative mediatiche insostenibili sulla pelle di operatori lasciati senza
risorse e strumenti adeguati. Se la priorità resterà la comunicazione anziché la programmazione, la risposta
del SIAP sarà di natura legale."
La soluzione non si trova nella propaganda quotidiana, ma in un serio cambio di passo tecnico e strutturale che dia finalmente centralità a vere e proprie politiche di sicurezza urbana.

Si tratta di un'esigenza che come SIAP
denunciamo da tempo e con forza, sostenendola anche in modo concreto sul territorio attraverso la nostra raccolta
firme per pretendere l'applicazione corretta e rigorosa dei Patti per la Sicurezza previsti dal Decreto Legge n.
14/2017.

Non serve inventare nuove e fantasiose ricette comunicative, serve applicare seriamente gli strumenti
normativi che lo Stato ci ha già messo a disposizione.

In questo percorso, un tassello fondamentale e finora ignorato è l'ascolto di chi rappresenta socialmente il territorio. I CIV, i comitati di quartiere, le associazioni e le realtà locali non possono essere usati come scenografia per i selfie della politica, ma devono diventare interlocutori stabili. Chi vive e lavora quotidianamente sul territorio ne conosce le reali fragilità e le risorse: ignorare la loro voce significa condannare al fallimento qualsiasi strategia di sicurezza urbana.

È indispensabile che lo Stato, rappresentato dal Prefetto e dal Questore, e il Comune, guidato dal Sindaco, si uniscano per mettere a sistema le risorse disponibili coinvolgendo attivamente la cittadinanza organizzata.

I Patti per la Sicurezza devono essere riempiti di contenuti reali, investimenti, partecipazione sociale e  programmazione stabile, abbandonando una volta per tutte la logica asfittica degli annunci continui.

I cittadini genovesi hanno diritto a una sicurezza reale, e i poliziotti meritano il rispetto e i mezzi necessari per
garantirla. È tempo che chi governa smetta di inseguire i titoli di giornale e inizi finalmente a investire su una
strategia seria, coordinata e duratura.

Genova 14 luglio 2026

Roberto Traverso

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