Transport del 22/05/2026
di Redazione
Si è svolta nei giorni scorsi a Roma la venticinquesima assemblea di Assiterminal, appuntamento centrale per il confronto tra operatori del settore della portualità e della logistica. L’evento ha visto la riconferma alla presidenza di Tomaso Cognolato per il biennio 2026-2028, segnando una continuità nella guida dell’associazione in una fase definita dagli operatori come complessa e in rapida evoluzione.
Nel corso dell’assemblea, Cognolato ha sottolineato la soddisfazione per la rinnovata fiducia, evidenziando la volontà di proseguire nel solco delle politiche già avviate. Tra i temi principali del suo intervento, tre priorità: la certezza del diritto, la semplificazione normativa e la costruzione di una rappresentanza unitaria del terminalismo italiano. Secondo il presidente, la stabilità regolatoria è un elemento decisivo per garantire investimenti e competitività, mentre l’attuale complessità normativa del settore portuale italiano rappresenta ancora un freno allo sviluppo.
Un ulteriore punto centrale riguarda il posizionamento della portualità italiana nello scenario globale. Cognolato ha evidenziato come il settore non possa più essere considerato esclusivamente in chiave nazionale, ma debba confrontarsi con una concorrenza internazionale sempre più strutturata. Da qui l’idea di rafforzare la voce del comparto attraverso una maggiore coesione associativa, per valorizzare il ruolo dei terminal come anello di congiunzione tra terra e mare.
Il presidente ha inoltre ripercorso le trasformazioni del settore negli ultimi anni, segnate prima dalla pandemia e poi dalle tensioni geopolitiche. Eventi che hanno costretto le imprese a rivedere modelli organizzativi e piani economico-finanziari, in un contesto sempre meno prevedibile. Nonostante ciò, il sistema avrebbe dimostrato una notevole capacità di adattamento, sostenuto anche dall’intervento delle istituzioni.
Un tema rilevante emerso durante l’assemblea riguarda la formazione e il ricambio generazionale. Il settore della “Blue Economy” si prepara infatti a un potenziale disavanzo di oltre 170mila risorse nei prossimi anni. Per affrontare questa sfida, è stato annunciato un nuovo master in management dei terminal portuali, con avvio previsto a settembre, e una maggiore collaborazione con gli ITS, con l’obiettivo di avvicinare formazione, istituzioni e operatori privati.
Ampio spazio anche al dibattito sulla riforma portuale. Il testo è stato definito ancora complesso e in parte poco chiaro, ma viene giudicata positivamente la scelta del disegno di legge e l’apertura al confronto con gli stakeholder del settore. Restano tuttavia alcuni nodi interpretativi che, secondo gli operatori, andranno chiariti per evitare nuove incertezze applicative.
Nel confronto istituzionale è intervenuto anche il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, che ha sottolineato la necessità di rafforzare la competitività del sistema marittimo nazionale. Rixi ha richiamato l’importanza della “Blue Economy” come settore strategico per la crescita del Paese e ha evidenziato come l’Italia debba puntare a un maggiore coordinamento tra gli attori del sistema portuale.
Tra gli investimenti prioritari indicati figurano la nuova Diga di Genova e la piattaforma Europa di Livorno, considerate infrastrutture chiave per lo sviluppo della capacità portuale italiana. Il viceministro ha inoltre richiamato l’importanza della digitalizzazione del sistema logistico nazionale, con investimenti già avviati per la creazione di piattaforme integrate in grado di connettere autorità portuali e migliaia di operatori, migliorando tracciabilità, efficienza e sicurezza informatica.
Infine, è stata ribadita la necessità di una maggiore apertura internazionale del sistema logistico italiano, anche attraverso strategie di espansione nei mercati globali e nel Mediterraneo allargato. In questo contesto, la riforma portuale viene letta come un passaggio decisivo per rendere il sistema più competitivo, coordinato e integrato a livello europeo.
L’assemblea di Assiterminal si chiude dunque con un messaggio chiaro: rafforzare la governance del settore, investire in infrastrutture e competenze, e affrontare la competizione globale con un sistema portuale più coeso e strutturato.
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