Transport del 05/06/2026

di Redazione

A Transport si torna a Bologna per fare il punto sulla mobilità del futuro con Giuseppina Gualtieri, Presidente e Amministratore Delegato di TPER, che racconta strategie, investimenti e sfide legate alla transizione ecologica e al potenziamento del trasporto pubblico locale.

Al centro del confronto c’è l’obiettivo europeo del 2030 sulla riduzione delle emissioni, una scadenza ormai vicina che impone un’accelerazione decisa nella trasformazione delle flotte e delle infrastrutture. Gualtieri sottolinea come TPER stia già lavorando in questa direzione attraverso investimenti concreti e l’utilizzo di tecnologie finanziate anche tramite fondi PNRR, utilizzati per portare a terra progetti già operativi.

Tra le soluzioni adottate, un ruolo importante è ricoperto dall’idrogeno, impiegato nei nuovi autobus a fuel cell, quindi mezzi elettrici alimentati da una cella a combustibile. Una scelta che non esclude altre tecnologie, ma che si inserisce in una strategia più ampia definita come “technology mix”, costruita insieme agli enti del territorio.

“Non è una scelta di campo tecnologica”, spiega Gualtieri, “ma un mix che va dall’elettrico al filoviario, dal metano al biometano fino all’idrogeno”. La logica è quella di adattare le soluzioni ai diversi tipi di servizio: trasporto rapido di massa come il tram da un lato, e linee più flessibili dall’altro, dove l’idrogeno trova particolare efficacia grazie alla sua autonomia.

I nuovi mezzi a idrogeno garantiscono infatti circa 400 chilometri di autonomia e tempi di rifornimento rapidi, rendendo possibile un servizio comparabile a quello dei veicoli diesel, ma con un impatto ambientale ridotto. Complessivamente sono 127 i mezzi acquistati, destinati a rappresentare circa il 12% della flotta, segnando un passo significativo verso la decarbonizzazione del trasporto urbano.

Il modello TPER non riguarda solo Bologna, ma si estende anche ad altri territori come Ferrara, dove l’idrogeno è già entrato in servizio con una decina di mezzi operativi dall’autunno scorso. Anche qui la tecnologia si è dimostrata efficace sia in termini di prestazioni che di comfort per i passeggeri, grazie alla silenziosità e alla qualità del servizio.

Gualtieri evidenzia inoltre come la sicurezza rappresenti un elemento centrale del progetto, con impianti e sistemi sottoposti a tutte le verifiche previste dalla normativa. L’idrogeno, essendo un gas molto leggero, tende a disperdersi verso l’alto in caso di anomalie, contribuendo a una gestione del rischio già ampiamente testata in ambito industriale e nel settore del metano.

Accanto alla transizione energetica, emerge anche il tema della qualità del servizio e della soddisfazione dei cittadini. A Bologna, nonostante i disagi legati ai numerosi cantieri del tram — in parte finanziati proprio con risorse PNRR — la percezione del servizio resta positiva. Tuttavia, la situazione infrastrutturale ha inevitabilmente inciso sulla regolarità delle linee, con ritardi e traffico diffuso che hanno complicato la gestione quotidiana del trasporto pubblico.

Gualtieri sottolinea come TPER non sia direttamente responsabile dei cantieri, ma stia lavorando in coordinamento con le istituzioni per preparare l’attivazione del futuro servizio tramviario e per la formazione del personale. L’obiettivo è arrivare pronti al nuovo assetto della mobilità urbana, integrando infrastrutture e servizio.

Guardando al post-pandemia, il sistema del trasporto pubblico appare in fase di ripresa e crescita, con numeri in miglioramento e una domanda in aumento. Ma per TPER la sfida non si esaurisce nella gestione ordinaria: il futuro è fatto di innovazione continua, investimenti e trasformazione organizzativa.

Le direttrici principali sono due. Da un lato il consolidamento del mix tecnologico, che richiede nuove competenze per la gestione di impianti elettrici, di ricarica e di idrogeno, profondamente diversi dai modelli tradizionali basati sul diesel. Dall’altro, la rivoluzione digitale, che sta trasformando l’intero sistema aziendale.

Strumenti già attivi come i sistemi di pagamento contactless e le piattaforme digitali per l’utenza rappresentano solo l’inizio di un’evoluzione più ampia, che punta a una gestione sempre più basata sui dati e su servizi integrati. L’obiettivo è quello di rendere l’azienda più efficiente internamente e, allo stesso tempo, migliorare l’esperienza dei cittadini.

In questa prospettiva, TPER si muove tra innovazione tecnologica e sostenibilità, con uno sguardo rivolto al futuro della mobilità urbana e metropolitana, dove energia, infrastrutture e digitale diventano parti di un unico sistema integrato.

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