Transport del 29/05/2026
di Redazione
Nella nuova puntata di Transport si approfondiscono alcuni dei temi centrali per il sistema portuale e logistico italiano, partendo dalle parole del viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi e arrivando fino al mondo della formazione specialistica legata al mare e ai trasporti.
A margine dell’evento per i 25 anni di Assiterminal, svoltosi a Roma, il viceministro è intervenuto sulla riforma portuale e in particolare sul dibattito relativo alla riduzione del capitale sociale di Porti d’Italia S.p.A., sottolineando come l’aspetto decisivo non sia la dimensione finanziaria iniziale dello strumento, ma la sua capacità operativa.
“A me interessa lo strumento, non mi interessa il capitale sociale. Oggi abbiamo bisogno di continuare a fare le opere”, ha spiegato Rixi, evidenziando come, a suo avviso, il sistema abbia bisogno di accelerare la realizzazione delle infrastrutture senza immobilizzare risorse per lunghi periodi. In questa direzione ha anche criticato l’eventuale blocco di ingenti fondi pubblici, affermando che “bloccare per quasi due anni 500 milioni in un paese che ha bisogno di portare avanti opere pubbliche non mi sembra ragionevole”.
Il viceministro ha quindi proposto un approccio più flessibile alla gestione del capitale, immaginando una fase iniziale con risorse più contenute e successivi interventi di integrazione, in base all’avanzamento dei progetti: “Partiamo con un capitale molto più basso e poi, strada facendo, andiamo a fare le iniezioni di capitale necessarie”. Al centro del suo intervento anche la necessità di garantire continuità ai cantieri e alle imprese coinvolte negli investimenti infrastrutturali: “Ho bisogno che si chiudano i progetti in essere e che non si faccia fallire nessuna azienda italiana”.
Rixi ha inoltre richiamato l’importanza di una visione condivisa sulla riforma portuale, auspicando un percorso parlamentare capace di superare le contrapposizioni politiche: “Il Paese non è di destra o di sinistra, è l’Italia e spero che la riforma esca in maniera condivisa e non con uno scontro politico che non serve al Paese”. Un passaggio che punta a sottolineare la necessità di una governance stabile e orientata agli investimenti, soprattutto in un settore strategico come quello marittimo.
Dalla cornice istituzionale e infrastrutturale si passa poi al tema delle competenze e della formazione, con l’intervista a Paola Strata, coordinatrice dei corsi dell’Accademia della Marina Mercantile, realtà ITS che si occupa della preparazione dei nuovi professionisti del mare e della logistica. L’Accademia svolge un ruolo centrale nel formare giovani diplomati che si affacciano alle professioni marittime, non solo per quanto riguarda ufficiali di coperta e di macchina, ma anche figure tecniche legate alla logistica, al ferroviario, alla cantieristica e ai servizi a bordo delle navi.
“La missione principale dell’Accademia è formare i nuovi professionisti del mare a 360 gradi”, ha spiegato Strata, sottolineando anche l’importanza della gratuità dei percorsi ITS e dello sviluppo delle cosiddette soft skills, considerate fondamentali per l’ingresso nel mondo del lavoro. Secondo quanto emerso, il settore soffre ancora una significativa carenza di personale qualificato, soprattutto in alcune figure tecniche.
Tra le criticità principali emerge la mancanza di ufficiali di macchina, una figura sempre meno presente nei percorsi formativi tradizionali, ma anche una forte domanda di macchinisti ferroviari e tecnici specializzati nel trasporto merci. L’Accademia ha quindi sviluppato percorsi dedicati in collaborazione con aziende del settore, con l’obiettivo di rispondere concretamente alle esigenze del mercato del lavoro.
Strata ha poi evidenziato il ruolo delle grandi collaborazioni industriali e internazionali, citando realtà come MSC, Fincantieri e Costa Crociere, che partecipano attivamente a programmi formativi e di inserimento professionale. In questo contesto si inserisce anche la dimensione internazionale dell’Accademia attraverso IMSEA, acronimo di International Maritime Safety and Security Environment Academy, nata sotto l’egida dell’IMO e in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri. Questa struttura si occupa di formazione avanzata su sicurezza, security e ambiente marittimo, rivolgendosi anche a paesi terzi e amministrazioni portuali internazionali.
Le attività internazionali includono progetti europei e globali, come iniziative Interreg, programmi con la Banca Mondiale e collaborazioni in diversi Paesi tra cui Mauritania, Ucraina, Nigeria e Filippine, a testimonianza di una rete formativa che si estende ben oltre i confini nazionali. Particolarmente significativo anche il rapporto con la World Maritime University, grazie al quale gli studenti dell’Accademia possono proseguire il proprio percorso di studi a livello internazionale, con il riconoscimento dei titoli e l’accesso diretto ai master.
Infine, lo sguardo è rivolto al futuro con la realizzazione della nuova sede dell’Accademia a Genova, presso Palazzo Tabarca in Darsena. La struttura, finanziata anche attraverso fondi PNRR, ospiterà simulatori di ultima generazione e laboratori tecnologici avanzati per la formazione marittima, ferroviaria e logistica. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: creare un hub europeo della formazione marittima, capace di diventare un punto di riferimento internazionale e di rafforzare il ruolo dell’Italia nel Mediterraneo e oltre, con particolare attenzione anche alla cooperazione con la sponda sud del mondo.
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