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Tragedia della solitudine, anziano trovato morto in casa dopo 20 giorni

di Michele Varì

L'allarme dai vicini per l'odore nauseabondo che c'era nel palazzo

Tragedia della solitudine nel quartiere Giardino di Pegli: un anziano vedovo di 75 anni, Franco D., è stato trovato senza vita 20 giorni dopo il decesso.

Il cadavere era in avanzato stato di decomposizione.

È successo al civico 117 di via Rizzo: l'allarme è scattato perchè alcuni vicini avvertendo un brutto odore da giorni nei pressi della porta di casa del pensionato hanno avvisato l'amministratore. È stato quest'ultimo a chiamare il 112.

Siccome l'uomo viveva solo e non aveva lasciato un doppione delle chiavi di casa a nessuno, i pompieri sono entrati calandosi nel suo poggiolo dall'abitazione del piano di sopra. Quindi hanno forzato la tapparella. Il cadavere era sul letto. Nell'appartamento un gran disordine e molta spazzatura ammucchiata nelle camere tanto che è stato ipotizzato che l'anziano fosse un accumulatore seriale, una patologia che spesso si riscontra in persone che soffrono di solitudine, forse anche in modo inconsapevole.

Il settantenne viene descritto da tutti gli inquilini come una persona molto schiva, sola. Quando incontrava qualcuno davanti all'ascensore cercava sempre una scusa per non salire, raccontano i condomini, che infatti di lui sanno poco o niente, nonostante vivesse nel palazzo da trent'anni. "Si limitava al buongiorno e buonasera".

Un altro pensionato del palazzo svela che l'uomo quando lavorava faceva il disegnatore dell'Ansaldo. Per il resto tanti silenzi, e nessuna voglia parlare di una tragedia vissuta da distante, seppure così vicina. Sulle porte dell'ascensore, in tutti i cinque piani del palazzo, c'è un biglietto scritto a mano in cui si raccomanda di lasciare aperte le porte tutta la notte, per fare andare via quel terribile odore.

Al quarto piano dove abitava l'uomo l'unico zerbino ancora tirato su è quello della porta di Franco. Ed così da almeno venti giorni. Nella sua buca delle lettere tante buste, troppe. E però nessuno si è accorto di nulla. Nessuno ha osato suonare al suo campanello, perchè lui non amava parlare con nessuno. Una donna del palazzo, triste per la tragedia, che apre la porta interrompendo la partita di burraco con l'anziano marito, si lascia sfuggire una sola frase, "quell'uomo é morto come ha vissuto: da solo".