TPL in Toscana, in Consiglio regionale il caso Autolinee Toscane: rete, investimenti e nodo infrastrutture
di Redazione
La gestione del trasporto pubblico locale in Toscana, le prospettive di sviluppo di Autolinee Toscane S.p.A., il piano di riorganizzazione del servizio e la possibile dismissione di alcuni immobili strategici sono stati al centro di un’interrogazione in Consiglio regionale presentata dai consiglieri di Fratelli d’Italia Enrico Tucci e Luca Minucci.
A rispondere in Aula è stato l’assessore regionale alla Mobilità e infrastrutture Filippo Boni, che ha delineato il quadro della riforma in corso del trasporto pubblico locale, inserita nel contratto di concessione del servizio.
Boni ha ricordato come il processo sia stato strutturato in due fasi: una prima (T1) orientata a mantenere un livello di servizio sostanzialmente equivalente a quello precedente alla riforma, e una seconda (T2) dedicata alla riprogettazione complessiva della rete, con l’obiettivo di migliorarne l’efficienza e completare l’affidamento dei cosiddetti “lotti deboli”.
Secondo l’assessore, proprio questi ultimi rappresentano un elemento chiave per garantire la copertura del servizio nelle aree interne della Toscana e nelle fasce orarie meno redditizie dal punto di vista commerciale. Si tratta di circa 10 milioni di chilometri di servizio aggiuntivo, che includono anche soluzioni flessibili come i cosiddetti servizi a domanda, pensati per le zone meno densamente popolate.
Un altro capitolo riguarda la riorganizzazione del trasporto nell’area metropolitana fiorentina, dove il completamento del sistema tramviario porterà a una revisione dei percorsi su gomma e allo spostamento di alcuni capolinea verso nodi di interscambio come piazzale Montelungo, piazza Vittorio Veneto e il parcheggio scambiatore di Guidoni. L’obiettivo dichiarato è migliorare la regolarità del servizio, ridurre il traffico urbano e favorire l’integrazione con la rete tranviaria.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla questione della possibile dismissione del patrimonio immobiliare del gestore del TPL. Boni ha spiegato che il contratto tra Regione e concessionario prevede la possibilità di presentare piani di alienazione dei beni di proprietà, ma subordinati a una valutazione tecnica da parte della Regione sulla loro effettiva indispensabilità per il servizio.
In questo contesto, nel marzo 2025 Autolinee Toscane S.p.A. ha presentato una richiesta di alienazione relativa all’autostazione di via Santa Caterina da Siena a Firenze, su cui sono state avviate le verifiche istruttorie.
Nonostante il quadro illustrato dall’assessore, l’opposizione ha espresso forte insoddisfazione. Enrico Tucci ha definito la risposta “interlocutoria”, sottolineando come alcune aree interne, in particolare quelle di Siena e Grosseto, rischino di essere ulteriormente penalizzate in un sistema già percepito come a più velocità.
Secondo Tucci, l’eventuale perdita dell’autostazione fiorentina come nodo di interscambio potrebbe avere ripercussioni significative sulla mobilità proveniente dalle zone interne. Da qui l’appello alla Regione affinché intervenga con una “moral suasion” per evitare ricadute negative sul servizio e sugli utenti.
Il dibattito resta aperto, con il tema dell’equilibrio tra razionalizzazione del servizio, sostenibilità economica e garanzia di accessibilità territoriale che si conferma centrale nella riforma del trasporto pubblico regionale.
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