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Toti: "Giovedì la decisione su eventuali misure restrittive sul Ponente"

di Marco Innocenti

Superate le soglie di rischio sia a Imperia che a Savona, dove si registrano rispettivamente 250 e 267 contagi su 100mila abitanti

Arriverà domani, probabilmente nel corso del pomeriggio, la decisione finale su eventuali misure più restrittive per il Ponente ligure, imperiere e savonese, dove il contagio purtroppo continua a crescere. “Stiamo riflettendo - ha detto il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti nel corso del punto stampa serale, tenuto in diretta dall'ospedale San Paolo di Savona - Domani prenderemo una decisione. Oggi le province di Imperia e di Savona superano la soglia di rischio con rispettivamente 250 e 267 casi su 100mila abitanti su base settimanale, mentre Genova e la Spezia sono al di sotto dei 170 casi ogni 100mila abitanti. A livello ligure siamo a 192 casi, sempre su 100mila abitanti”.

“Alla luce di questi dati - ha aggiunto - e della normativa che il Consiglio dei ministri sta varando in queste ore che prevede anche la necessità di intervenire, su base provinciale o di distretto sanitario, se si superano le soglie di rischio, nelle prossime ore attenderemo l’approvazione del decreto e ci confronteremo con i direttori generali delle Asl e i sindaci per decidere come muoversi. Stiamo valutando alcune misure di contenimento, anche per dare fiato agli operatori sanitari che da più di un anno lavorano senza sosta in prima linea”.

“Sul fronte vaccini – prosegue Toti - possiamo ulteriormente crescere come numeri: stiamo progettando l’apertura di nuovi centri vaccinali anche in questo territorio soprattutto alla luce delle prenotazioni della fascia 70-79 anni e della necessità di accompagnare alla conclusione della vaccinazione gli ultraottantenni e gli ultra vulnerabili che in queste ore il nostro call center sta prenotando dopo la segnalazione dei medici di medicina generale”.

“La straordinaria capacità di cura aumentata in questi mesi e un attento turnover delle degenze con una elevata appropriatezza di cura ci consente di tenere sotto controllo una pressione che, con questa incidenza, sarebbe cresciuta molto. Per quanto riguarda le terapie intensive, continuiamo a oscillare in modo stabilizzato, come numero, attorno al 10% rispetto ai ricoverati complessivi – conclude Toti - Purtroppo registriamo oggi 14 deceduti: l’aumento dell’incidenza si riverbera purtroppo anche sul numero dei decessi che speriamo tornino a calare al più presto anche grazie all’imponente campagna di vaccinazione che stiamo portando avanti”.