Tosca al Teatro Carlo Felice: il capolavoro di Giacomo Puccini torna a Genova

di Luca Pandimiglio

Puccini protagonista al Teatro Carlo Felice: tradizione, grande musica ed esperienze aperte a tutti

È l’opera-simbolo del Novecento, avendo debuttato a Roma il 14 gennaio del nuovo secolo: Tosca di Giacomo Puccini torna in scena attesissima al Teatro Carlo Felice per la Stagione 2025-2026 da venerdì 10 aprile, per due weekend.

Il capolavoro del compositore toscano sarà proposto in un allestimento del Teatro dell’Opera di Roma ispirato ai bozzetti originali delle scene e ai figurini dei costumi firmati da Adolf Hohenstein per la prima rappresentazione del 1900, frutto di un attento lavoro di ricostruzione compiuto dai laboratori di scene e sartoria del Teatro della Capitale circa dieci anni fa, che è stato inoltre proposto in una importante ripresa televisiva RAI lo scorso mese di novembre. La regia è firmata da Alessandro Talevi, ripresa da Anna Maria Bruzzese, le luci sono di Vinicio Cheli. Il lavoro restituisce il fascino della tradizione pittorica del teatro all’italiana, attraverso scenografie dipinte, prospettive architettoniche e una cura minuziosa dei dettagli che superano l’intento restaurativo per farsi rilettura consapevole della tradizione, in dialogo con lo sguardo contemporaneo per valorizzare di forme del patrimonio storico tipiche del teatro musicale. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice salirà Giuseppe Finzi, alla guida anche del Coro e del Coro di voci bianche della Fondazione, preparati rispettivamente da Claudio Marino Moretti e Gino Tanasini.

Il cast riunisce interpreti di rilievo internazionale: nel personaggio del titolo si alterneranno Anastasia Bartoli (10 e 12 aprile), Carmen Giannattasio (17 e 19 aprile) e Valentina Boi (11 e 18 aprile); Mario Cavaradossi avrà la voce di Giorgio Berrugi (10, 12, 17 e 19 aprile) e Carlo Ventre (11 e 18 aprile), mentre il barone Scarpia sarà interpretato da Lucas Meachem (10, 12, 17 e 19 aprile) e Ivan Inverardi (11 e 18 aprile). Completano il cast, tra gli altri, Luca Tittoto e John Paul Huckle (Angelotti), Fabio Maria Capitanucci (Sagrestano), Manuel Pierattelli (Spoletta), Franco Cerri (Sciarrone) e Loris Purpura e Roberto Conti (Carceriere).

Questo il calendario delle recite: venerdì 10 aprile (ore 20, Turno A), sabato 11 aprile (ore 20 FA2), domenica 12 aprile (ore 15 Turno C), venerdì 17 aprile (ore 20 Turno B), sabato 18 aprile (ore 17 FA2) domenica 19 aprile (ore 15 Turno F).

«Tosca – dichiara il Sovrintendente Michele Galli – è uno dei titoli che meglio rappresentano la forza del teatro musicale nel suo rapporto diretto con il pubblico. È un’opera che unisce temi politici, grandi sentimenti, ideali e profondità, capace di parlare a tutti con un linguaggio teatrale potentissimo. Riproporla oggi in un allestimento che guarda alle sue origini, significa valorizzare la storia del teatro italiano e al tempo stesso restituire al pubblico un’esperienza autentica. È anche simbolo del percorso che il Teatro Carlo Felice sta portando avanti: coniugare grande repertorio, qualità artistica e attenzione alla memoria, mantenendo vivo il dialogo con il presente e con le nuove generazioni».

La regia si concentra dunque sulla dimensione psicologica dei personaggi, mettendo in luce la complessità delle relazioni e la sottile ambiguità che attraversa il dramma, al di là della sua apparente immediatezza. «Esiste un livello di dettaglio, un sottotesto e un’ambiguità sofisticata nella scrittura delle scene centrali di Tosca che è paragonabile alla finezza di opere come Pelléas et Mélisande», osserva il regista Alessandro Talevi. «Il duetto degli amanti nell’atto primo con il suo mix di chimica erotica, sospetto e bugie bianche; il terrificante metodo di pressione psicologica di Scarpia e la sua capacità di passare immediatamente da gentiluomo a psicopatico nel suo incontro con Tosca nell’atto secondo; la vaga ed evanescente scena finale tra Tosca e Cavaradossi sicuramente più fedele alla realtà di un epico duetto d’amore, che alcuni dei detrattori di Puccini si aspettavano nel 1900. La sfida per un regista di Tosca è rivelare queste sottigliezze drammatiche a un cast di cantanti in continuo cambiamento, i quali spesso hanno interpretato quel ruolo centinaia di volte in altre produzioni, per non parlare del pubblico che potrebbe aver visto tante di quelle recite! […] Ciascun cantante porta il proprio talento drammatico e la propria esperienza, nonché particolari qualità vocali e abilità tecniche. Per questo trovo molto utile riportare i cantanti al testo, alle motivazioni che stanno dietro alla sapiente architettura pucciniana, così da riscoprire la sincerità e la ragione di ogni azione drammatica in scena».

Ambientata nella Roma del giugno 1800, Tosca racconta una vicenda che si consuma nell’arco di poche ore, tra passioni amorose, intrighi politici e violenza. La cantante Floria Tosca, il pittore Mario Cavaradossi e il capo della polizia Scarpia sono i protagonisti di un dramma serrato, in cui il potere si intreccia con il desiderio e l’amore si trasforma in ossessione. La vicenda si apre nella chiesa di Sant’Andrea della Valle, prosegue nel Palazzo Farnese e si conclude tragicamente a Castel Sant’Angelo, in un susseguirsi di scene rapide e quasi cinematografiche che rappresentano uno degli elementi più visionari e profetici dell’opera. Fin dalla sua prima rappresentazione del 14 gennaio 1900, al Teatro Costanzi di Roma, Tosca si impose come opera capace di intercettare il clima storico e culturale del tempo: una società attraversata da tensioni politiche e sociali oltre che da una nuova sensibilità teatrale, più diretta e realistica.

 Dal punto di vista musicale, Tosca segna una tappa fondamentale nello sviluppo del linguaggio pucciniano. La scrittura si fa essenziale, incisiva, costruita su una continua aderenza tra parola e musica, con un uso raffinato del leitmotiv e una forte caratterizzazione dei personaggi attraverso il colore orchestrale. La tensione drammatica attraversa tutta la partitura, culminando in alcune delle pagine più celebri dell’opera lirica: “Recondita armonia”, “Vissi d’arte”, “E lucevan le stelle”. Ma è l’intero tessuto musicale a restituire la complessità dei rapporti tra i protagonisti, in un continuo gioco tra verità e menzogna, desiderio e potere, in cui ogni dettaglio contribuisce alla narrazione.

In occasione della messa in scena di Tosca, torna anche Navigare Insieme, il nuovo progetto di accessibilità, pensato per rendere l’esperienza dell’opera lirica ancora più aperta, inclusiva e condivisa. “Navigare Insieme” nasce dalla volontà di riconoscere il diritto di tutte le persone a partecipare pienamente alla vita culturale, rafforzando il ruolo del Carlo Felice come luogo accogliente e accessibile da parte di tutta la comunità. L’iniziativa si rivolge in particolare alle principali aree di disabilità – motorie, sensoriali, intellettive e alle neurodivergenze – e si fonda su un percorso di co-progettazione con le associazioni del territorio, coinvolte fin dalle prime fasi come interlocutori attivi nella definizione dei bisogni e delle soluzioni.

Per Tosca saranno attivati alcuni servizi di accessibilità testati a gennaio con Il trovatore, tra cui mappe tattili e contenuti audio sul sito operacarlofelice.it per persone cieche e ipovedenti; audiodescrizione dello spettacolo tramite sistemi digitali in fase di test; traduzione in LIS e sottotitoli per persone sorde e ipoudenti; schede dell’opera in linguaggio Easy to Read; percorsi multisensoriali pre-spettacolo e possibilità di accesso anticipato al Teatro, per favorire un’esperienza più autonoma e consapevole.

Per la recita di sabato 18 aprile sono in corso le prenotazioni per due gruppi di persone sorde, ipoudenti, cieche e ipovedenti che, un’ora prima dello spettacolo, potranno partecipare a un’attività condivisa di presentazione dell’opera e della produzione. Durante la rappresentazione, due interpreti LIS – Jenny Costa e Titta Arpe – si alterneranno raccontando dal vivo l’opera al pubblico con disabilità uditive.

«Sono davvero felice ed entusiasta che il progetto prosegua con una nuova opera» – racconta Noemi Zerbone, ideatrice del progetto di accessibilità per la realtà della disabilità visiva e referente della formazione per il Consiglio regionale UICI Liguria – «Abbiamo lavorato con passione e impegno a questo progetto, rendendo accessibile a tutte le persone con disabilità visiva un’opera straordinaria come Tosca. Ci siamo concentrati su diversi aspetti, ragionando su un progetto di più ampio respiro, che non si soffermasse solo sull’opera stessa. Le persone con disabilità visiva, infatti, saranno accolte da personale formato, avranno la possibilità di toccare con mano gli oggetti e i costumi di scena, di fruire di numerosi contenuti accessibili pubblicati sul sito del teatro e, infine, potranno godere dello spettacolo attraverso un’audiodescrizione dal vivo, che consentirà loro di non perdersi nulla di ciò che accadrà sul palcoscenico. Questo, per noi, è motivo di grande orgoglio e credo che possa essere uno stimolo per molte altre realtà, sia del mondo dello spettacolo sia di altri settori».

Con questo progetto, la Fondazione Teatro Carlo Felice conferma quindi il proprio impegno verso una cittadinanza culturale inclusiva, nella convinzione che l’accessibilità non sia un servizio aggiuntivo, ma una dimensione essenziale della qualità artistica e civile del teatro contemporaneo.

Sempre per Tosca il Teatro Carlo Felice porta avanti il consueto percorso di divulgazione articolato nei consueti due incontri di presentazione al Teatro Auditorium Eugenio Montale (già avvenuti) e poi non mancano le introduzioni all’ascolto di circa 30 minuti che gli spettatori delle singole recite potranno seguire in Sala Paganini, da 45 minuti prima dell’inizio, a cura degli allievi del Conservatorio “Niccolò Paganini” con il coordinamento di Federico Pupo direttore artistico del Carlo Felice.

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