Mobilità in Val Bisagno, spunta l’ovovia: studio del Politecnico divide politica e cittadini. Dibattito Pellerano e Finocchio

di Redazione

La mobilità in Val Bisagno torna al centro del dibattito cittadino con una nuova proposta: un sistema di ovovia lungo il torrente. Un’ipotesi ancora allo stadio di studio, elaborata dal Politecnico di Milano, ma già capace di accendere polemiche politiche e reazioni contrastanti tra i cittadini.

Progetto – L’idea nasce dopo lo stop allo SkyMetro e punta a offrire un’alternativa per collegare la vallata al centro città. “È uno studio, non un progetto definitivo”, chiarisce la consigliera Serena Finocchio, sottolineando la necessità di ulteriori verifiche e confronto pubblico. L’obiettivo, spiega, è “proporre soluzioni, non dire solo no”.

Reazioni – La proposta ha però suscitato ironie e critiche, anche sui social. I comitati territoriali, inizialmente vicini alla maggioranza, hanno espresso perplessità. Finocchio invita a non fermarsi alle prime impressioni: “Ascoltare i cittadini è fondamentale, le reazioni fanno parte del processo democratico”.

Critiche – Dall’opposizione, Lorenzo Pellerano contesta il metodo e i contenuti. “Non si può partire da una conferenza stampa senza un vero confronto”, afferma, evidenziando i rischi tecnici legati al vento e all’affidabilità del servizio. “Condizionare il trasporto pubblico a fattori atmosferici è un problema concreto”.

Alternative – Il confronto resta aperto anche sulle soluzioni scartate. Lo SkyMetro, secondo l’opposizione, garantiva maggiore velocità e capacità, mentre il tram resta difficile da realizzare per l’impatto dei cantieri. La maggioranza ribadisce invece le criticità ambientali e urbanistiche delle ipotesi precedenti.

Prospettive – Il progetto sarà discusso nelle commissioni consiliari prima di approdare in aula. Entrambe le parti concordano sulla necessità di trovare una soluzione strutturale per una delle aree più congestionate della città. “Serve lavorare insieme”, conclude Finocchio. Pellerano aggiunge: “Il Consiglio comunale deve essere il punto di partenza”.

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