Tiro Incrociato del 18/02/2026 - Metro e Ferraris, scontro politico tra priorità, ritardi e polemiche sociali
di R.C.
A Genova confronto acceso tra Kaabour e Bordilli tra progetti infrastrutturali incerti, accuse politiche e divisioni su scuola, Ramadan e questioni ideologiche
A Genova il dibattito politico torna ad accendersi su infrastrutture, gestione degli spazi pubblici e temi sociali, con un confronto acceso tra Mohamed Kaabour e Paola Bordilli.
Al centro della discussione ci sono innanzitutto i progetti per la metropolitana cittadina, in particolare l’estensione verso Rivarolo, e la situazione dello Stadio Luigi Ferraris. Sul fronte infrastrutturale emerge l’incertezza: secondo Bordilli, mancherebbe ancora un progetto concreto e sarebbe necessario chiarire se procedere con un nuovo accordo con il governo centrale o modificare radicalmente il piano esistente. L’esponente della Lega sottolinea come, nonostante l’interesse pubblico, “oltre le parole ci sia sostanza zero”, chiedendo anche una presa di posizione più chiara da parte dell’amministrazione.
Kaabour, dal canto suo, respinge l’idea di uno scontro puramente politico e invita a una fase di riordino e definizione delle priorità. Secondo il consigliere del Partito Democratico, il problema deriva anche da programmi passati troppo ambiziosi ma poco strutturati sul piano della pianificazione. Richiama inoltre alla responsabilità condivisa tutte le forze politiche che hanno governato la città negli anni precedenti.
Sul tema dello stadio, Kaabour ribadisce la disponibilità al dialogo per restituire piena funzionalità all’impianto, mentre Bordilli rivendica il lavoro svolto in passato, citando bandi e progetti per lo sviluppo urbano, tra cui interventi rilevanti in aree come Certosa e la Valpolcevera.
Il confronto si sposta poi su questioni sociali e culturali. Le polemiche legate a CasaPound e alle manifestazioni cittadine si intrecciano con il dibattito politico locale, con accuse reciproche di strumentalizzazione ideologica.
Infine, emerge una netta divergenza sul tema dell’adattamento delle attività scolastiche durante il Ramadan. Bordilli si dichiara totalmente contraria a modifiche organizzative legate a ricorrenze religiose, mentre Kaabour sostiene la necessità di maggiore attenzione verso studenti e studentesse, sottolineando come la scuola debba avere anche una funzione educativa e inclusiva.
Il confronto riflette un quadro politico complesso, in cui questioni infrastrutturali e temi identitari si intrecciano, rendendo il dibattito cittadino particolarmente acceso e articolato.
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