Referendum sulla giustizia, confronto tra avvocati Ciurlo e Calisi: su riforma e indipendenza della magistratura

di Redazione

Il referendum costituzionale sulla giustizia entra nel vivo con un confronto diretto tra avvocati schierati sui due fronti. A meno di tre settimane dal voto, il dibattito resta aperto e segnato da molti indecisi, destinati a essere decisivi. In assenza di quorum, sarà la partecipazione a determinare l’esito della consultazione.

Confronto – Nel programma televisivo “Tiro incrociato” si sono confrontati Gianni Calisi, per il No, e Luca Ciurlo, sostenitore del Sì. Due visioni opposte su una riforma che interviene su punti chiave dell’ordinamento giudiziario, a partire dal Consiglio superiore della magistratura e dalla separazione delle carriere.

Nodo centrale – Per Calisi, il rischio principale riguarda l’indebolimento dell’autonomia della magistratura: “Non è uno scontro tra avvocati e magistrati, ma una questione che riguarda tutti i cittadini”. Secondo il legale, una magistratura meno indipendente potrebbe essere più esposta alle pressioni politiche.

Replica – Di segno opposto la posizione di Ciurlo, che difende la riforma: “Non serve a sottoporre la magistratura alla politica, ma a sottrarla al peso delle correnti”. Il problema, secondo il fronte del Sì, è proprio l’influenza interna al Csm, che negli anni avrebbe condizionato nomine e decisioni.

Carriere – Tra i punti più discussi, la separazione tra pubblici ministeri e giudici. Per i favorevoli è necessaria per garantire maggiore equilibrio nei processi; per i contrari rischia di creare un pubblico ministero più forte e meno controllato.

Sorteggio – Altro tema divisivo è il metodo di selezione dei membri del Csm. La proposta introduce il sorteggio per i magistrati, scelta criticata da Calisi: “Per amministrare la giustizia servono competenze specifiche, non casualità”. Ciurlo ribatte che il sistema attuale è già condizionato da logiche di appartenenza.

Efficienza – Entrambi gli schieramenti concordano su un punto: la giustizia italiana necessita di riforme più ampie, soprattutto in termini di tempi e organizzazione. “Serve una giustizia più veloce ed efficace per i cittadini”, è la sintesi condivisa.

Scenario – Il voto si preannuncia incerto. Con molti elettori ancora indecisi, la partita resta aperta tra chi teme una riduzione delle garanzie e chi vede nella riforma un primo passo per cambiare il sistema.

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