Cultura a Genova, Anna Orlando e Laura Sicignano a confronto sulla Loggia dei Banchi e il futuro delle politiche culturali

di Redazione

 La cultura si conferma uno dei principali terreni di confronto politico in città. Al centro del dibattito, la destinazione della Loggia dei Banchi e, più in generale, il modello di sviluppo culturale tra esigenze dei cittadini e attrattività turistica.

Loggia dei Banchi – Il nodo principale riguarda il futuro dello spazio nel cuore del centro storico, oggi chiuso. Laura Sicignano punta su una riapertura con funzione sociale e culturale diffusa: “Mi interessa trovare soluzioni concrete”, ha spiegato, sottolineando la necessità di restituire alla città “uno spazio di relazione, incontro e scambio”. L’idea è quella di un luogo dinamico, aperto tutto il giorno, capace di ospitare attività artistiche, giovani talenti e collaborazioni con istituzioni come Conservatorio e Accademia.

Visioni opposte – Diversa l’impostazione di Anna Orlando, che evidenzia un problema di metodo: “Serve equilibrio tra offerta ai cittadini e attrattività”. Secondo la consigliera, limitarsi a una dimensione locale rischia di ridurre l’interesse verso Genova. Da qui la difesa del progetto di uno spazio museale come porta d’ingresso alla città, sul modello di altre realtà europee.

Museo sì o no – Il confronto si accende anche sulla collocazione del cosiddetto “museo della città”. Per Orlando, spostarlo a Sant’Agostino significherebbe ridurne l’efficacia: “Le persone non ci andranno nei numeri che si credono”. Critica anche alla gestione dei flussi museali e a scelte come il biglietto integrato con Strada Nuova. Siciliano, invece, ritiene più sostenibile potenziare poli esistenti e distribuire i percorsi culturali anche fuori dal centro.

Cultura e turismo – Sullo sfondo emerge una differenza più ampia: per Orlando il turismo è parte di un “circolo virtuoso” economico, mentre Sicignano avverte che “pensare la cultura in funzione del turismo vuol dire mercificarla”. Due approcci che riflettono modelli diversi di città.

Spazi e contemporaneo – Non manca il tema degli spazi inutilizzati e della cultura contemporanea. Orlando denuncia criticità come la chiusura di Villa Croce e la mancanza di programmazione, mentre Siciliano rivendica interventi concreti, come l’anticipo dei bandi per lo spettacolo dal vivo, per garantire maggiore stabilità agli operatori.

Programmazione – Divergenze anche sul metodo: Orlando difende una logica progettuale capace di attrarre risorse, mentre Sicignano richiama alla prudenza nella gestione dei fondi pubblici. Sul futuro di eventi come Nervi, entrambe riconoscono le difficoltà, ma con approcci differenti tra progettualità e sostenibilità.

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