Waterfront di Genova, dialogo Beghin-Cavo: il nuovo mall divide: opportunità o rischio per il commercio locale?

di Redazione

Il nuovo mall del Waterfront accende il dibattito sul futuro del commercio cittadino: per alcuni un’occasione di rilancio, per altri un modello superato che rischia di aggravare una situazione già fragile.

Contesto – Il presidente di Confcommercio Alessandro Cavo invita a leggere l’operazione dentro una trasformazione più ampia: “Genova si è contratta negli ultimi 50 anni più di ogni altra città europea”. Meno residenti e una popolazione più anziana significano minore capacità di spesa, con un commercio già in difficoltà prima ancora dell’arrivo di e-commerce e grande distribuzione.

Critiche – Secondo Cavo, l’apertura di un nuovo grande spazio commerciale non risponde ai bisogni reali: “Questa città non ha bisogno di più commercio, ma di attrarre turismo e industria”. Il rischio è una concorrenza interna che indebolisce ulteriormente i negozi esistenti, senza creare nuova domanda.

Valutazione – Sulla stessa linea, l’assessora al commercio Tiziana Beghin parla apertamente di “occasione sprecata”. L’area riqualificata ha migliorato l’impatto estetico, ma l’eredità per la città resta discutibile: “Oggi abbiamo un grande centro commerciale generalista”. Un modello che, esaurito l’effetto novità, potrebbe faticare a sostenersi.

Numeri – Il nuovo complesso conta circa 15mila metri quadrati di superficie commerciale, ma ha aperto con una quota di negozi inferiore al totale. Un segnale, secondo l’amministrazione, delle difficoltà strutturali del progetto.

Strategie – Il Comune prova ora a “salvare il salvabile”, puntando su attrattività extra-locale e turismo, anche grazie ad accordi con compagnie crocieristiche. L’obiettivo è portare nuovi flussi oltre i confini cittadini.

Mobilità – Resta però il nodo dell’integrazione urbana: area isolata, forte presenza di parcheggi e carenza di collegamenti pubblici efficaci. Criticità che, secondo Confcommercio, penalizzano anche il centro cittadino.

Prospettive – Il dibattito resta aperto: tra chi vede nel Waterfront un potenziale volano e chi lo considera un investimento fuori tempo, il futuro del commercio genovese appare ancora incerto.

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