Taranto, rigassificatore al porto: tra sicurezza energetica e timori ambientali la città si spacca
di R.S.
L'impianto comporterebbe l’arrivo di circa cento metaniere l’anno, con possibili effetti su traffico e sicurezza portuale.
Il progetto del rigassificatore previsto al Molo Polisettoriale riaccende il dibattito sul futuro del porto di Taranto. L’impianto, destinato a riportare allo stato gassoso il Gnl trasportato via nave per immetterlo nella rete nazionale, sarebbe realizzato a terra e comporterebbe l’arrivo di circa cento metaniere l’anno, con possibili effetti su traffico e sicurezza portuale.
Mentre è in corso la Valutazione di Impatto Ambientale, si moltiplicano le prese di posizione. Il Comune, tramite la Commissione Ambiente, ha chiesto approfondimenti su sicurezza, impatti ambientali e compatibilità con il quartiere Lido Azzurro. Europa Verde e Sinistra Italiana contestano invece presunte irregolarità nei termini della consultazione pubblica.
Contraria Confartigianato, che teme ripercussioni sullo sviluppo e sulla diversificazione economica del porto. Confapi propone una valutazione comparativa, inclusa l’ipotesi di un impianto offshore a 12 miglia dalla costa. Netta l’opposizione di Legambiente e dei residenti di Lido Azzurro, che parlano di scelta calata dall’alto e rivendicano la tutela del territorio.
Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagram, su Youtube e su Facebook.
Altre notizie
Carburanti, Ip e Tamoil indicano tagli ai prezzi dopo i forti rincari
11/03/2026
di R.S.
Energia, Cavo (Nm): "Serve mix energetico con nucleare al centro"
11/03/2026
di R.S.
Carburanti, Unc: gasolio oltre i 2 euro al litro in autostrada
09/03/2026
di R.S.

