Taranto, rigassificatore al porto: tra sicurezza energetica e timori ambientali la città si spacca
di R.S.
L'impianto comporterebbe l’arrivo di circa cento metaniere l’anno, con possibili effetti su traffico e sicurezza portuale.
Il progetto del rigassificatore previsto al Molo Polisettoriale riaccende il dibattito sul futuro del porto di Taranto. L’impianto, destinato a riportare allo stato gassoso il Gnl trasportato via nave per immetterlo nella rete nazionale, sarebbe realizzato a terra e comporterebbe l’arrivo di circa cento metaniere l’anno, con possibili effetti su traffico e sicurezza portuale.
Mentre è in corso la Valutazione di Impatto Ambientale, si moltiplicano le prese di posizione. Il Comune, tramite la Commissione Ambiente, ha chiesto approfondimenti su sicurezza, impatti ambientali e compatibilità con il quartiere Lido Azzurro. Europa Verde e Sinistra Italiana contestano invece presunte irregolarità nei termini della consultazione pubblica.
Contraria Confartigianato, che teme ripercussioni sullo sviluppo e sulla diversificazione economica del porto. Confapi propone una valutazione comparativa, inclusa l’ipotesi di un impianto offshore a 12 miglia dalla costa. Netta l’opposizione di Legambiente e dei residenti di Lido Azzurro, che parlano di scelta calata dall’alto e rivendicano la tutela del territorio.
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