Energia e imprese, I-Com: troppi livelli decisionali frenano competitività e investimenti

di R.S.

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Per il centro studi guidato da Stefano da Empoli la chiave è rendere effettivi gli strumenti di “better regulation” e superare la frammentazione

Energia e imprese, I-Com: troppi livelli decisionali frenano competitività e investimenti

Un sistema regolatorio frammentato, con competenze distribuite tra Ue, Stato, Regioni, enti locali e autorità indipendenti, rischia di penalizzare la competitività italiana. È quanto emerge dallo studio dell’Istituto per la Competitività (I-Com) “Ex pluribus unum”, presentato a Roma. Secondo il think tank guidato da Stefano da Empoli, la cosiddetta “poliarchia regolatoria” genera sovrapposizioni, ritardi e costi che incidono su investimenti e innovazione, soprattutto nei settori energia, salute e telecomunicazioni.

Nel comparto energetico - scrive Fortune Italia - le criticità sono più evidenti. La frammentazione tra Stato e Regioni ha prodotto norme disomogenee e contenziosi, rallentando la transizione. Nei trasporti, ad esempio, l’elettrico resta marginale e lontano dagli obiettivi 2030. Per I-Com, oltre a puntare su biocarburanti e rinnovabili, serve una maggiore armonizzazione europea per ridurre gli oneri burocratici e quella che viene definita “rendita regolatoria”, cioè i costi generati dalla stessa regolazione e scaricati sui prezzi finali.

La proposta è rafforzare il coordinamento, con procedure standard, tempi certi e criteri uniformi per le autorizzazioni, così da evitare conflitti e ritardi. Inoltre, in un contesto geopolitico in evoluzione, la regolazione dovrà essere più flessibile per non ostacolare gli obiettivi climatici.

Anche sanità e telecomunicazioni mostrano criticità simili: nel primo caso pesano le tensioni sull’uso dei dati e la mancanza di semplificazione normativa; nel secondo persistono ritardi autorizzativi e forti differenze territoriali.

Per I-Com la chiave è rendere effettivi gli strumenti di “better regulation” e superare la frammentazione: senza un coordinamento più efficace, il rischio è trasformare la complessità in un costo permanente per il sistema economico.

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