Energia: i produttori di lievito riducono del 21% i consumi

di R.S.

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Parallelamente, le aziende hanno destinato tra il 5% e il 10% del fatturato annuo all’ammodernamento degli impianti

Energia: i produttori di lievito riducono del 21% i consumi

Le aziende italiane produttrici di lievito per panificazione hanno ridotto i consumi energetici del 21% negli ultimi cinque anni, superando la media europea del settore (20%). A evidenziarlo è il Gruppo Lievito da zuccheri di ASSITOL, che sottolinea il percorso di efficientamento tecnologico e ottimizzazione dei processi, anche grazie all’intelligenza artificiale.

Il lievito di birra (Saccharomyces cerevisiae) nasce dal melasso, sottoprodotto agricolo, attraverso un processo naturale che richiede però grandi quantità di elettricità, gas e acqua. Per questo il comparto è considerato energivoro e ha investito in impianti di cogenerazione a gas naturale, capaci di produrre insieme energia elettrica e termica, riutilizzando il calore e riducendo le emissioni di CO2.

Parallelamente, le aziende hanno destinato tra il 5% e il 10% del fatturato annuo all’ammodernamento degli impianti e alle nuove tecnologie. Centrale anche l’approccio circolare: i residui della lavorazione, come il melasso esausto, vengono trattati e riutilizzati come fertilizzanti o mangimi, senza sprechi.

In Italia si producono circa 50mila tonnellate di lievito l’anno per il mercato interno e altrettante per l’export. Il lievito fresco rappresenta quasi il 90% della domanda ed è alla base della panificazione, della pasticceria e di produzioni simbolo del Made in Italy come vino e birra.

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