Data center in crescita: l’Italia ha abbastanza energia per sostenerli?
di R.S.
Queste infrastrutture, fondamentali per finanza, AI e servizi digitali, richiedono enormi quantità di elettricità e una fornitura continua
Il boom dei data center, trainato da cloud e intelligenza artificiale, sta trasformando il sistema industriale italiano, ma solleva un problema cruciale: la disponibilità di energia.
Oggi in Italia ci sono circa 168 data center attivi, concentrati soprattutto in Lombardia, con consumi già pari a 4–5 TWh l’anno. Ma i progetti in cantiere sono centinaia e, se realizzati, potrebbero portare il fabbisogno fino al 13% dell’energia nazionale, contro l’attuale 2%.
Queste infrastrutture, fondamentali per finanza, AI e servizi digitali, richiedono enormi quantità di elettricità e una fornitura continua. I grandi poli arrivano a consumare quanto intere città, mentre i nuovi hyperscale potrebbero spingere la rete oltre i limiti attuali.
Il problema non è solo la quantità, ma la densità energetica: i server ad alte prestazioni concentrano consumi elevatissimi in spazi ridotti, mettendo sotto pressione un sistema elettrico progettato per picchi brevi, non per carichi costanti.
Per sostenere questa crescita serviranno nuove centrali, maggiore import di energia e investimenti nelle rinnovabili e nello storage. Senza interventi strutturali, il rischio è un aumento dei costi e una competizione tra consumi industriali e domestici.
La sfida è aperta: i data center sono il motore dell’economia digitale, ma il loro sviluppo impone una revisione profonda delle politiche energetiche nazionali.
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